Thailandia, catturato il pedofilo Vico 

Christopher Paul Neil, cittadino canadese, 32 anni, professore nel Sud Est asiatico è stato catturato stamattina dalla polizia di Bangkok. Aveva messo su internet fotografie dei suoi abusi sui bambini

Bangkok - Il pedofilo canadese di 32 anni, soprannominato Vico, è stato arrestato oggi nel nord-est della Thailandia, ha annunciato la polizia. L’uomo era ricercato dall’Interpol dopo aver messo su Internet fotografie che lo riprendevano mentre abusava di bambini. Christopher Paul Neil, 32 anni, originario di Maple Ridge, nei sobborghi di Vancouver, nell’ovest del Canada, e accusato dall’Interpol di aver sessualmente aggredito 12 bambini, è stato arrestati dopo che anche la magistratura thailandese aveva emesso ieri un mandato d’arresto nei suoi confronti.

Condanna Neil, ha detto un responsabile della polizia, è stato arrestato a Nakhon Ratchasima, a 270 chilometri a nordest di Bangkok. Il presunto pedofilo è ora in corso di trasferimento nella capitale thailandese. La polizia ha precisato che si è giunti al nascondiglio dell’uomo seguendo le tracce lasciate dal telefonino di un suo amico thailandese che lo ha accompagnato nella fuga. Se condannato in Thailandia, l’uomo rischia fino a 20 anni di carcere. Ancora non si sa se il Canada, che prevede di poter perseguire crimini sessuali compiuti all’estero da suoi cittadini, chiederà la sua estradizione.

Testimonianza A facilitare l’identificazione è stata anche la testimonianza di un ragazzo thailandese, oggi 17enne, che ha riferito di essere stato vittima di Neil, diversi anni fa. Neil aveva fatto l’insegnante di inglese nella Corea del Sud ed in Thailandia e questo gli consentiva di avvicinare le vittime senza destare sospetti. Era stato visto l’ultima volta al suo arrivo all’aeroporto di Bangkok l’11 ottobre scorso, proveniente da Seul. Tra gli altri paesi in cui aveva compiuto abusi, documentati da 200 foto sempre messe su Internet, figurano il Vietnam e la Cambogia.

Appello dell'Interpol Il segretario generale dell’Interpol aveva ieri ringraziato l’opinione pubblica e i media che hanno consentito di giungere all’identificazione e all’individuazione degli spostamenti dell’uomo. "Solo una settimana fa - aveva detto - non sapevamo né il suo nome né la sua nazionalità. Ma grazie all’appello che abbiamo lanciato a livello mondiale e alle risposte ricevute dal mondo intero e dal Canada, abbiamo potuto identificarlo". Circa 350 persone hanno risposto all’appello lanciato dall’Interpol e cinque di loro da tre diversi paesi sono state fondamentali nell’identificazione di Neil.