Thailandia, via al ponte aereo per portare a casa 1.100 italiani

Tutti a casa. Il ponte aereo per riportare in Italia i turisti rimasti bloccati in Thailandia è pronto. Il primo aereo charter dell’Alitalia è già partito ieri sera dall’aeroporto di Utaphao, un’ex base militare a 150 chilometro da Bangkok e arriverà questa mattina a Fiumicino. I quattro successivi voli organizzati d’intesa con la compagnia aerea thailandese e quelle degli Emirati arabi provvederanno al rientro dei circa 1100 connazionali bloccati nella “terra del sorriso”. I nostri turisti possono dire di essere in buona compagnia. Secondo il governo di Bangkok i viaggiatori bloccati dall’occupazione dei due aeroporti della capitale sono, compresi i thailandesi, circa 350mila. E l’opposizione visto il successo delle sue manifestazioni ha deciso di “liberare” l’ufficio del premier, occupato in precedenza e di concentrare tutti i suoi militanti all’interno degli scali. I militanti dell’opposizione in maglietta gialla pretendono le dimissioni del primo ministro Somchai Wongsawat, accusato di essere un fantoccio del cognato Thaksin Shinawatra costretto alle dimissioni dal colpo di Stato nel 2006.
«Uno Stato che si rispetti non può permettere che 1.100 persone, numero destinato ad aumentare, siano lasciate lì», ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini nella conferenza stampa in cui ha, ieri, annunciato l’iniziativa. «Non vorrei sentire qualcuno meravigliarsi del fatto che lo Stato si accolli le spese», ha messo le mani avanti il ministro annunciando l’imminente creazione di uno speciale fondo di garanzia. La somma depositata coprirà le spese di rientro dei connazionali bloccati da analoghe imprevedibili emergenze non coperte da assicurazioni. Il fondo sarà finanziato con un aumento di 50 centesimi sui diritti di imbarco pagati con il biglietto aereo. Annunciando le iniziative, Frattini ha spiegato la decisione assunta, d’intesa con gli altri partner dell’Unione Europea di «sconsigliare formalmente i viaggi in Thailandia». La misura «non è a tempo indeterminato e sarà rimossa non appena le condizioni si stabilizzeranno», ha spiegato il ministro sottolineando l’assenza di pericoli evidenti per i 1100 italiani. La Farnesina raccomanda comunque di evitare visite alle zone delle manifestazioni. E la tensione sale. L’esplosione di una granata ieri davanti a un aeroporto ha provocato un morto e 20 feriti tra i manifestanti.