Thailandia sull’orlo della guerra civile La Farnesina: «Italiani non partite»

Alla larga dalla Thailandia e soprattutto dalla sua capitale. Questa volta la Farnesina non lascia spazio ai malintesi. Stavolta i turisti italiani sedotti dal fascino delle spiagge e dalle giungle del «paese dei sorrisi» sono avvertiti. Stavolta a metter piede in una Bangkok devastata dagli scontri tra gli oppositori in camicia rossa fedeli all’ex premier Takhsin Shinawatra e i reparti dell’esercito si scherza con il fuoco. Stavolta non c’è di mezzo solo la cancellazione di un volo o il prolungamento forzato delle vacanze come a dicembre. Stavolta si rischia grosso e per capirlo basta dare un’occhiata al bilancio degli scontri costati ieri due morti e oltre ottanta feriti. Gli incidenti contrassegnati da sparatorie lanci di molotov e assalti ai palazzi del potere rischiano di essere solo l’inizio.
L’esercito, dopo aver sgombrato la piazza a colpi di lacrimogeni e sventagliate di mitra ad altezza d’uomo, ha fatto sapere di esser pronto a «ristabilire l’ordine con ogni mezzo». Un comunicato interpretato come l’ultimo avvertimento prima di un possibile annuncio dello stato d’emergenza e il dispiegamento dei carri armati in difesa del governo del premier Abhisit Vejjajiva. La protesta delle camicie rosse, divampata sabato a Pattaya con l’invasione dell’edificio in cui si teneva il summit dei paesi del sud est asiatico (Asean) e la fuga in elicottero dei capi di Stato e governo, è riesplosa nella capitale con assalti ai palazzi del governo e alle forze della polizia. Tra le vittime degli scontri vi sono un uomo di 50 anni e un ragazzo di 19 caduti durante il tentato assalto di un gruppo di camicie rosse ad un pullman militare. I sostenitori di Takhsin Shinawatra chiedono le dimissioni del primo ministro Abhisit Vejjajiva e nuove elezioni. Il premier, in un discorso televisivo, ha ribadito che non intende lasciare il suo posto e ha promesso una dura repressione.
Un palazzo del ministero thailandese dell’Istruzione è andato in fiamme dopo un assalto concluso da un fitto lancio di bottiglie molotov. E solo ieri sera soldati hanno occupato l'area intorno all'ufficio del premier, mentre i dimostranti riuniti nella piazza Reale, fuggivano inseguiti da camion dell'esercito. Dopo questo lunedì di fuoco il nostro ministero degli Esteri consiglia a chiunque abbia programmato un viaggio in Thailandia di «posticipare la partenza sino a quando la situazione non si sia normalizzata». Chi è già nel paese deve evitare Bangkok e chi, malgrado tutto, si trova proprio lì deve «rimanere il più possibile in hotel o a casa, evitare assembramenti e manifestazioni e prestare la massima attenzione nei propri movimenti».