Una Theodossiu d’alta classe rende giustizia a Lucrezia Borgia

Che peccato: gli storici assicurano che Lucrezia Borgia non avvelenava gli ospiti nemmeno quando le erano dannosi. Donizetti non lo sapeva, e così ha potuto comporre la fascinossima opera a lei intitolata, in cui c'è un'ecatombe finale dove muore di lei persino il figlio segreto, invano amato teneramente. Proprio questo finale ha avuto la sua giusta tensione a Bergamo, diretto intensamente da Tiziano Severini, protagonista d'alta classe Dimitra Theodossiou in una compagnia con l'autorevole Enrico Iori e l'interessante Roberto De Biasio, nella regìa di Francesco Bellotto con le scene di Angelo Sala. Prima, la sinistra brillantezza di quest'opera ambigua ed intrigante era vissuta da direttore e regista con quieta cupezza. Comunque, ancora nessun segno da parte della città di dare alle produzioni del suo operista, più che mai studiato e amato nel mondo, i mezzi, l'attenzione e la festa che sarebbe così doveroso e naturale creare.