Thiago-Dinho, i «fratelli» si ritrovano dopo il blaugrana

«Il Genoa mi ha aiutato e io lo voglio aiutare a stare lo más alto posible». Il testo e la musica sono di Thiago Motta, la voce - che sostiene piaccia molto ai compagni di spogliatoio - idem. La sua romantica bossa nova per il Grifone, il padrone della mediana rossoblù avvolto da un alone di scetticismo al suo arrivo e oggi fulcro dell’undici di Gasperini la canta via web, per le telecamere di Genoa Live, il canale internet della società, e per il microfono della graziosa Lavinia Raineri. Nei diciotto minuti abbondanti di chiacchierata in un mix dialettico tra italiano, spagnolo e portoghese, un Thiago Motta inedito si apre e si racconta, parla della fiducia e della forma ritrovate all’ombra della Lanterna («Sono felice perché tutti qui mi sono stati vicini»), parla del momento della squadra, del Barça, del Milan.
Quel Milan che anni fa non faceva mistero di volerlo tra le proprie fila e domani sera ritroverà a San Siro in una sfida da alta classifica; quel Milan che, fra i tanti fenomeni, annovera pure Ronaldinho, quasi un hermano, un fratello per Thiago sin dai (bei) tempi blaugrana. I due sono rimasti in ottimi rapporti, si sentono spesso, - sia chiaro - non per discutere di futbol («Parliamo d’altro, di musica, di Brasil, di Spagna, delle nostre famiglie» confida il genoano), e si intendono a meraviglia: la carrambata allora diventa d’obbligo. Ed ecco apparire uno schermo di Villa Rostan il numero 80 rossonero, pronto come non mai a spendere parole buone per l’ex compagno. «Thiago è una persona che rispetto molto - comincia Dinho nel videomessaggio registrato a Milanello -. Oggi è un uomo maturo, lo conosco da molti anni, insieme abbiamo vissuto momenti belli e altri meno ma non è mai venuta a mancare l’amicizia. È un uomo di famiglia, un uomo e un giocatore che ammiro molto. In passato molti infortuni lo hanno tormentato ma ora finalmente ha ritrovato alegria, sta bene e sta giocando benissimo. Gli auguro tutta la felicità del mondo».
L’88 rossoblù apprezza e ricambia: «Appena arrivò a Barcellona, ci trovammo subito bene. Sono stato fortunato a giocare nella sua stessa squadra e a stare con lui per molto tempo, dentro e fuori dal campo». Il campo, appunto, dove gli affetti lasciano il posto al pragmatismo. Dalle 20 e 30 di domani, ci sarà infatti poco spazio per l’amarcord: il Genoa, se vuole continuare a puntare al bersaglio grosso, deve provare a far punti nella tana del Diavolo e Thiago lo sa bene, anche se non nasconde le inevitabili insidie della sfida: «L’importante è giocare come abbiamo fatto finora. Contro il Milan, tentare di metterla sull’uno contro uno è impossibile, hanno tanti calciatori con una qualità enorme e sarebbe assurdo. Noi dobbiamo fare il nostro gioco di squadra, cercando di andare in superiorità numerica in certe zone del campo e di metterli così in difficoltà. Concentrati e facendo ognuno il proprio lavoro, possiamo farcela». La ricetta del centrocampista italo-brasiliano per restare ad alta quota è semplice. «Nessuno si aspettava di trovare il Genoa in una simile posizione - conclude Thiago -, ma penso sia frutto di ciò che di buono abbiamo fatto: continuando su questa strada potremo occupare un’importante posizione di classifica anche a fine campionato».
Se lo sarà augurato ieri, spegnendo le candeline, Gian Piero Gasperini. Alla ripresa al «Signorini» dopo il sofferto 1-1 col Catania, il mister di Grugliasco ha festeggiato il suo cinquantunesimo compleanno. Tra crostate, champagne e pasticcini, scarico in palestra per chi ha giocato domenica, partitelle a campo ridotto per gli altri. Nel «Meazza» rossonero arbitrerà Andrea Gervasoni di Mantova, non ci sarà Ferrari, tornerà Juric e forse si rivedrà Palladino, fuori da Genoa-Atalanta del 14 dicembre scorso e di nuovo tra gli abili e arruolabili. Sfuma l’arrivo di Pelè che va al Portsmouth.