Thomas Garnet

Nacque nel 1575 a Southwark, nei pressi di Londra e, volendo intraprendere studi ecclesiastici, dovette espatriare perché cattolico. Sudiò in Francia e in Spagna e nel 1599 fu ordinato sacerdote. Chiese di essere ammesso nella Compagnia di Gesù, dove già stava un suo zio, Henry Garnet. Ma nel 1606 quest’ultimo finì implicato nella famosa congiura delle polveri (richiamata nelle prime scene del film V for Vendetta). Non c’entrava affatto ma per il governo si trattava di una cospirazione dei gesuiti e tanto bastò perché anche Thomas venisse arrestato. Il giovane risultò del tutto ignaro del complotto ma per buona misura venne mandato lo stesso in esilio. Così, dovette compiere il suo noviziato in Belgio, a Lovanio. Nel 1607 rientrò clandestinamente in patria e cominciò la sua attività missionaria. Ma non durò a lungo. Un prete apostata lo riconobbe e lo denunciò. Il Garnet venne dunque arrestato e rinchiuso in carcere. Nel processo gli fu chiesto di sottoscrivere l’Atto di Supremazia che dichiarava il re inglese capo della Chiesa. Naturalmente, quello rifiutò e finì condannato a morte per alto tradimento. Sul patibolo nel 1698, al Tyburn, gli venne concesso di rivolgere alcune parole agli astanti prima di venire, secondo la legge, parzialmente impiccato e poi squartato. Egli elencò per nome tutti quelli che avevano concorso alla sua condanna, dichiarando di perdonarli di tutto cuore. Poi recitò le preghiere e porse il collo al boia. Lo spettacolo della sua fine commovente ed edificante indusse oltre duecento anglicani a passare al cattolicesimo, quantunque perseguitato.