Un thriller che viene dal freddo

«Recuperarono il cadavere l’8 luglio, poco dopo le tre del pomeriggio. Era quasi intatto, non doveva essere rimasto in acqua a lungo. Il ritrovamento del corpo dipese, tutto sommato, da un caso; e rinvenirlo così presto avrebbe dovuto essere d’aiuto alle indagini della polizia...». Comincia con questo stile secco e incisivo Roseanna, thriller scandinavo firmato da Maj Sjöwall e Per Wahlöo nel 1965 ed ora ristampato da Sellerio su suggerimento appassionato di Andrea Camilleri. In realtà le indagini condotte dal sovrintendente Martin Beck della Squadra Omicidi di Stoccolma saranno molto più complicate del previsto e ci vorranno alcuni mesi per scoprire l’identità della povera Roseanna McGraw e del suo assassino. E mentre le stagioni passano, i lettori scoprono il carattere di Martin Beck, un poliziotto con un matrimonio a rotoli alle spalle che soffre di insonnia e mal di stomaco e sopporta con coraggio i grandi rigori degli inverni del Nord. Un investigatore, Beck, che «non pensa mai» e che nei romanzi in cui appare è protagonista di una «tragica commedia umana alla Balzac» assieme all’ex paracadutista-gourmet Lennart Kollbert (che odia la violenza e si rifiuta di portare con sé la pistola), al selvaggio hippie Gunvald Larrson (nobile decaduto), al contadino-poliziotto Einar Ronn e ai poliziotti di pattuglia Kristiansson e Kvant che non ne combinano mai una giusta. Una corte dei miracoli perfetta per i dieci romanzi costruiti da Maj Sjöwall e Per Wahlöo con l’intento di creare una serie con un forte impatto sociale che potesse rinnovare la narrativa borghese poliziesca scandinava. Maj Sjöwall e Per Wahlöo, dopo aver lavorato per anni separatamente nel mondo editoriale si erano sposati nel 1962 e già nel 1963 Wahlöo (che all’epoca era conosciuto sia come cronista di nera sia come autore di thriller) si vide costretto a ricorrere all’aiuto della sua giovane sposa per consegnare in tempo il suo Ripulite la piazza!. A rileggere oggi i dieci romanzi che i due produssero fra il 1965 e il 1975 e che si conclusero con il durissimo I terroristi ci si accorge di quanto la sensibilità di questi due autori sia molto vicina a quella di Georges Simenon e Frederick Dürrenmatt e si può anche notare come quelle storie siano vicinissime per pathos e intenti alla narrativa gialla mediterranea di autori successivi come Jean Claude Izzo, Petros Markaris, Manuel Vázquez Montalbán, Andrea Camilleri e Massimo Carlotto. Timorosi delle reazioni che avrebbe potuto avere l’editore davanti al loro Roseanna, Maj Sjöwall e Per Wahlöo all’inizio spacciarono il loro manoscritto per il testo di un amico. Non si aspettavano che quel romanzo sarebbe stato tradotto in tutto il mondo né che la saga sarebbe durata dieci anni, né tantomeno che quel primo loro titolo sarebbe diventato un film già nel 1967 per la regia di Hans Abrahms. A Martin Beck hanno dato il volto in varie trasposizioni televisive attori come Kewe Hjelm, Carl-Gustaf Lindstedt, Derek Jacobi, Gösta Ekam, Peter Haber e attualmente sono ancora in lavorazione in Svezia nuove storie apocrife che lo vedono protagonista. Inoltre anche Walter Matthau girò nel 1973 il serratissimo thriller L’ispettore Martin ha teso la trappola, versione Usa girata da Stuart Rosemberg della seconda delle avventure del nostro Beck. Una vicenda tesa in cui il poliziotto svedese è alle prese con un assassino che ama fare stragi sui pullman. Per necessità di copione il film venne ambientato a San Francisco invece che a Malmö e il nome di Beck venne sostituito con quello di Martin.