Thrilling in serie B: la rabbia del Napoli la beffa del Genoa

La rabbia del Genoa beffato allo scadere, la festa mancata del Napoli, le speranze dei play-off riaccese dal Piacenza, lo sfogo polemico del patron partenopeo De Laurentiis. Il penultimo atto della cadetteria cancella i sospetti di chi riteneva il discorso già chiuso per la serie A. E regala thrilling ai 90’ finali.
L’istantanea della domenica arriva da Mantova, con la disperazione dei giocatori del Genoa, che dominano il match e gettano al vento almeno 5 occasioni da gol. L’azione finale di Tarana (entrato nella ripresa) resterà impressa nella mente dei rossoblù: cinque i secondi alla fine, cinque i giocatori superati prima di segnare.
Nella bolgia del San Paolo il Napoli fa il suo dovere: la zuccata di Calaiò dopo sei minuti dà il via alla festa, peccato che l’argentino Simon a dieci minuti dalla fine completi la rimonta del Piacenza a Vicenza. Risultato: da un’attesa promozione a braccetto di Napoli e Genoa (come recita la beneaugurante sciarpa dei tifosi biancocelesti) alla sfida «fratricida» di domenica prossima a Marassi. I liguri, ora terzi, devono solo vincere; ai partenopei, di nuovo secondi, basta il pari. Con il rischio play-off per una delle due, sempre che il Piacenza batta la Triestina.
Amareggiato per una A che ancora non c’è, il presidente del Napoli De Laurentiis si lascia andare ad uno sfogo in cui prefigura scenari «all’americana»: campionati bloccati, che privilegino il bacino d’utenza e il seguito da parte del pubblico. «Non siamo ancora in serie A, in quest’Italia che non funziona sotto tutti i punti di vista - l’attacco del patron azzurro -. Del resto abbiamo accettato di essere governati da questi politici e di sottostare a questo tipo di regole. Siamo qui e giocheremo questa commedia. Nessuna rabbia, ma la gente si allontana dagli stadi. Studio le varie trasmissioni da tre anni e noto che viene sempre proposta la stessa minestra riscaldata. Se lo facessi io con i film, i cinema sarebbero vuoti. Nei campionati noia e ripetitività sono disarmanti, e quest’anno la serie B è stata più interessante della A».
De Laurentiis offre anche la ricetta per modernizzarsi: «Il ministro Melandri parla di redistribuzione dei soldi dei diritti tv, ma bisogna mettersi intorno al tavolo con certi governanti per far sì che si affronti il problema alla radice. Prima bisognerebbe stabilire come e in quale campionato far giocare le squadre, come essere internazionalmente più elevati e meno provinciali, perché questo provincialismo sta uccidendo l’Italia. Per domenica auspico un pari per il Piacenza e che Genoa e Napoli vadano dove meritano di stare».
La polemica di De Laurentiis si accompagna al rammarico dei genoani. «Potevamo giocare anche due giorni, ma non avremmo mai fatto gol», ammette Di Vaio. «Difficile digerire quella rete incassata allo scadere - sostiene l’allenatore Gasperini -. Domenica sarà una partita molto attesa, con due tifoserie fra le più importanti d’Italia, non sarà facile che entrambe gioiscano. Ma il nostro calcio ha tante anomalie: la Juve in B, con il piacere di molti; i campionati non all’altezza; le convocazioni in azzurro di giocatori come il nostro Criscito, quando i calendari sono fatti per la A, e l’arroganza degli allenatori federali».