Thyssen, ora le vittime sono tre. Morti altri due degli operai feriti

Roberto Scola (<em>nella foto</em>), 32 anni, padre di due figli, non ce l'ha fatta ed è deceduto stamani al Cto di Torino. Nel pomeriggio il decesso di Angelo Laurino. Altri tre operai sono in fin di vita <a href="/a.pic1?ID=225742" target="_blank"><strong>dopo il rogo di ieri</strong></a>. In cui ha perso la vita Antonio Schiavone, 37 anni

Torino - È morto all’ospedale San Giovanni Bosco Angelo Laurino, 43 anni, uno degli operai coinvolti nell’incendio delle acciaierie ThyssenKrupp. È la terza vittima. È stato stroncato da un’insufficienza multiorgano. Aveva ustioni di terzo grado sul 95% del corpo.

Seconda vittima Stamattina si era spento, Roberto Scola, 32 anni, poco prima delle sette, all'ospedale Cto di Torino dove era stato ricoverato con il 95% di ustioni su tutto il corpo. Restano gravi le condizioni degli altri cinque compagni di lavoro, con ustioni fra il 60 e il 90%, ricoverati in altri ospedali. L'altro ieri notte, appena scoppiato l'incendio, era morto Antonio Schiavone, 36 anni.

Torce umane Roberto Scola aveva due figli. Quando era arrivato al pronto soccorso del Cto era cosciente e terrorizzato all'idea di non rivedere più i suoi bimbi. Fin dall'inizio, tuttavia, le sue condizioni erano state definite disperate: solo le piante dei piedi non erano bruciate. Antonio Bocuzzi, un suo collega di lavoro, aveva raccontato di averlo visto, torcia umana, correre e urlare fuori dalla fabbrica. La prima terapia possibile era reidratarlo: i medici hanno fatto flebo da 1600 cc di soluzione acqua e sale ogni ora. Non respirava, ma un ventilatore gli muoveva i polmoni che hanno respirato fumo in grandi quantità. Sul corpo non aveva fratture. Stamattina, alle 6,45, è stato dichiarato morto.

I sindacati Oggi i sindacati hanno incontrato i vertici dell’azienda, ai quali hanno chiesto di fermare la produzione. Al momento sono al lavorano nell’acciaieria soltanto gli impiegati. I sindacati hanno chiesto che non si riavvii l’attività prima di qualche giorno, al massimo una settimana, e solo dopo una verifica sulla sicurezza all’interno dello stabilimento.