«Ti lascio». E lui tenta di strangolarla per strada

Lei lo lascia e lui la strangola. È in gravissime condizioni la donna abruzzese di 43 anni che martedì sera solo per un soffio non è stata uccisa dal convivente in uno scatto d’ira, in mezzo alla strada, a Ostia. Quando sono arrivati i carabinieri, Marco Marcello Alegria Colais, romano di 31 anni ma di origini argentine, cercava disperatamente di rianimarla. Trasportata in ospedale, la poveretta viene ricoverata in terapia intensiva. L’uomo, fermato e condotto in caserma, pochi minuti dopo crolla. «Gli avevo chiesto delle spiegazioni - racconta ai militari che lo interrogano - volevo solo sapere perché aveva preso questa drastica decisione. Io l’amo ancora e non volevo certo ammazzarla».
Accade tutto in una manciata di minuti, la notte dell’Immacolata, in via Danilo Stiepovich, sul Lido di Ponente. Sono passate da poco le 22,30 quando alla sala operativa del 112 arriva la segnalazione di un passante. La persona al telefono parla di una donna a terra, agonizzante, e di un energumeno che le sta sopra, in una rampa di accesso ai garage. «Grazie ai testimoni siamo riusciti a ricostruire l’accaduto - spiega il capitano Arena, comandante della compagnia di Ostia -. Una storia, la loro, finita ormai da tempo: litigi continui, incomprensioni. Tanto che la 43enne decide di interrompere una volta per tutte il rapporto. Ma l’uomo non è d’accordo. L’altra sera la segue a piedi, vicino casa, per cercare di convincerla a riprovarci ancora una volta. Poi, in uno scatto d’ira, le afferra il collo facendole perdere i sensi». Quando si rende conto che Maria, chiamiamola così, non respira più Marco Marcello prova il tutto e per tutto per farla rinvenire. Quando finalmente arriva l’ambulanza del 118 Maria viene intubata e sottoposta alla respirazione artificiale.
«Le è mancato ossigeno per troppo tempo - chiosano i medici dell’ospedale G.B Grassi -, per cui temiamo possibili danni cerebrali irreversibili. Solamente nei prossimi giorni saremo in grado di sciogliere la prognosi e valutare la situazione». Il giovane, disoccupato, per il momento, è stato arrestato e incarcerato con l’accusa di lesioni gravissime. Reato che potrebbe trasformarsi in omicidio preterintenzionale.