Tibet, chiesti i danni alla Cnn: un dollaro per ogni cinese

A New York un insegnante elementare e un'estetista hanno fatto causa al network tv per danni materiali e morali, dopo le parole "offensive" contro la Cina pronunciate dal telecronista Cafferty: 1,3 miliardi di dollari

New York - Nuovi guai legali con la Cina per la "Cnn", già accusata dalle autorità della Repubblica Popolare di faziosità nel riferire delle recenti proteste in Tibet e della repressione che ne è seguita. A New York un insegnante elementare di Pechino, Li Lilan, e una estetista, Liang Shubing, hanno fatto causa al network televisivo di Atlanta, chiedendo uno stratosferico risarcimento dei danni materiali e morali, in particolare per il "nocumento psichico", causati dalle parole del telecronista Jack Cafferty: si tratta della bellezza di 1,3 miliardi di dollari, pari a oltre 825 milioni di euro; ma, è stato appunto fatto notare, suddividendo l’eventuale ristoro in denaro per la popolazione complessiva della Repubblica Popolare, fa appena un dollaro a persona, vale a dire 63 centesimi di euro.

Cafferty, che è stato citato in giudizio pure lui insieme al gruppo "Turner Broadcasting" che del network è proprietario, aveva criticato le importazioni negli Usa dalla Cina di "robaccia pitturata con vernice al piombo e cibo per animali velenoso", concludendo poi che i cinesi «fondamentalmente rimangono lo stesso branco di babbei e di deliquenti che sono sempre stati negli ultimi cinquant’anni". Un’uscita infelice che a Pechino già aveva provocato l’azione legale di un gruppo di quattordici avvocati contro la 'Cnn', per aver "gravemente violato e oltraggiato la reputazione e la dignità dei ricorrenti in quanto cittadini cinesi, e per aver provocato loro seri pregiudizi sul piano spirituale e psicologico".

Il Dalai Lama scrive a Hu Jintao Il leader spirituale tibetano ha scritto una lettera al capo di Stato cinese Hu Jintao per proporgli l’invio di una sua delegazione in Tibet. Lo ha annunciato un rappresentante del leader tibetano: "Il Dalai Lama ha espresso la sua profonda preoccupazione per la situazione in Tibet e ha offerto di inviare suoi emissari per sedare le tensioni, ma la sua offerta è rimasta finora senza risposta". E intanto l’Unione europea e gli Usa hanno invitato la Cina ad avviare il dialogo con il Dalai Lama.

Pechino vieta l'Everest ai media stranieri Nuovo giro di vite della Cina nei confronti dei giornalisti stranieri: dopo averli cacciati o comunque tenuti lontani dal Tibet nei giorni della repressione delle proteste di piazza, in marzo, le autorità della Repubblica Popolare hanno di fatto escluso gli inviati delle principali testate estere, agenzie di stampa comprese, dalla spedizione che a metà maggio accompagnerà l’ascesa della torcia dei Giochi di Pechino 2008 sul monte Everest, con i suoi 8.848 metri la vetta più alta del mondo.

La fiaccola in Australia Soddisfazione fra gli organizzatori della tappa australiana della staffetta della fiamma olimpica oggi a Canberra, tenutasi senza gravi incidenti e con pochi arresti. Oltre a migliaia di spettatori, circa 15 mila manifestanti pro-Cina altamente organizzati, e sul fronte opposto qualche centinaio di attivisti pro Tibet, hanno affiancato il percorso di 16 km protetto da barriere metalliche e da un massiccio schieramento di polizia.

Ultimo degli 80 tedofori il nuotatore Ian Thorpe, cinque volte medaglia d’oro olimpica, che ha acceso un braciere davanti a una gran folla che sventolava bandiere cinesi. Dopo un concerto di celebrazione, il braciere è stato spento e la lanterna con la fiamma olimpica trasportata direttamente in aeroporto da dove ripartirà questa sera (verso mezzogiorno ora italiana) alla volta del Giappone.