Tibet, la Cina spara sui monaci: 15 vittime Sarkozy: stop alle violenze o niente Giochi

Il presidente francese lancia l'ultimatum alla Cina: "Pechino dialoghi con il Dalai Lama". Ancora disordini nella Cina sud occidentale: la polizia ha preso d'assalto il monastero di Tongkor dove vivono 350 monaci. Almeno 15 le vittime, decine i feriti

Pechino - La Francia ha posto tre condizioni alla partecipazione del presidente Nicolas Sarkozy alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, in particolare l’apertura di un dialogo con il Dalai Lama. Lo ha indicato il segretario di stato ai diritti umani, Rama Yade, al quotidiano Le Monde.

Le condizkioni della Francia Sarkozy "prenderà la sua decisione in merito all’evoluzione degli eventi attuali e si esprimerà dopo avere consultato i nostri partner europei, perché parlerà in quel momento come presidente in carica dell’Unione europea", ha dichiarato Yade in un’intervista a Le Monde, "Sono tuttavia indispensabili tre condizioni perché vada: la fine delle violenze contro la popolazione e la liberazione dei prigionieri politici, la chiarezza sugli eventi tibetani e l’apertura del dialogo con il Dalai Lama". La cerimonia di apertura dei Giochi è in programma ad agosto.

Violenti scontri nello Sichuan Almeno 15 tibetani sono rimasti uccisi dopo scontri con la polizia nei disordini scoppiati nei pressi di un monastero del Sichuan, nella Cina sud occidentale. Ieri l’agenzia ufficiale cinese Nuova Cina aveva dato notizia degli scontri, affermando che era rimasto ferito un funzionario della locale assemblea del popolo. Gli incidenti sono avvenuti vicino al monastero di Donggu, che ospita 350 monaci, nella contea di Garze. Nuova Cina ha ieri affermato che i manifestanti "hanno attaccato la sede del governo locale" costringendo la forze di sicurezza a reagire. Secondo la versione pubblicata dall’organizzazione pro-Tibet, la polizia ha aperto il fuoco su una folla di diverse centinaia di monaci e civili che protestavano dopo un incidente in cui alcuni monaci erano stati arrestati per essersi opposti alla campagna di "educazione patriottica" condotta dalle autorità cinesi.

La ricostruzione dei fatti Secondo i testimoni la polizia era entrata in forze nel monastero di Tongkor (Donggu in cinese), per sequestrare le foto del Dalai Lama, il leader tibetano in esilio. Due monaci si sono opposti e sono stati arrestati. In seguito i 350 monaci di Tongkor sono andati al vicino accampamento della Pap per chiederne la liberazione. Nell’accampamento stazionano più di mille uomini inviati da Pechino per riprendere il controllo della situazione dopo le manifestazioni anticinesi delle scorse settimane. Dai villaggi vicini, centinaia di civili tibetani si sono uniti ai monaci. La sparatoria è avvenuta poco dopo, nei pressi dell’accampamento della Pap, mentre la folla urlava "Lunga vita al Dalai Lama" e "Vogliamo la libertà". I testimoni fanno i nomi undici persone, tra cui tre monaci, che sono state uccise nella sparatoria. Un residente cinese della zona citato da Radio Free Asia ha affermato: "Non era una protesta. Era picchiare, distruggere e saccheggiare, erano come banditi". Nuova Cina, nel suo dispaccio di ieri, ha scritto che gli agenti "hanno sparato dei colpi di avvertimento" quando rischiavano di venire sopraffatti dai manifestanti.

Fiaccola olpimpica, previste contestazioni a Londra Sarà più tormentata del previsto la staffetta della fiamma olimpica che si terrà domani a Londra, prevedono i media britannici. Manifestanti pro-Tibet hanno deciso di raddoppiare le loro proteste contro il governo cinese dopo gli scontri scoppiati ieri nella provincia cinese Sichuan e costati la vita ad almeno 15 persone. La fiamma arriverà questa sera al Terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow con un volo da San Pietroburgo, ultima tappa di un tour mondiale di 137mila chilometri, il più lungo mai realizzato da una torcia olimpica, che terminerà in Cina il 4 maggio. Da qui poi ripartirà per un giro di altri tre mesi nel paese. Domani 80 tedofori, tra cui il campione olimpico Steve Redgrave, mito del canottaggio mondiale, e altre celebrità, correranno per le strade della capitale britannica alternandosi in un percorso di circa 50 chilometri, da Wembley a Greenwich, che durerà otto ore. Saranno almeno 80mila gli spettatori. Un numero incredibile di poliziotti, scrive l’Independent, faranno in modo che la corsa non sia interrotta dalle proteste. La polizia prevede che saranno almeno sei i gruppi di attivisti presenti, tra cui Free Tibet, il Burma Campaign e i Devoti di Falun Gong. I manifestanti prenderanno di mira in particolare l’ambasciatrice cinese a Londra, Fu Yong, che dovrebbe prendere parte alla corsa, ma ieri l’ambasciata di Pechino non ha confermato la sua presenza. La polizia, scrive il Times, teme anche che possano scoppiare scontri tra gli attivisti pro-Tibet e gli studenti cinesi in Gran Bretagna che sono stati mobilitati per sostenere il proprio paese.