Via Tiburtina: Veltroni il tagliatore di nastri colpisce ancora

L’opera costa 97 milioni di euro, in gran parte finanziati dall’ex governo per Roma Capitale

Alessia Marani

Se non altro per scaramanzia bisognerebbe evitare di inaugurare opere ancora da fare. Lo ignora il sindaco Walter Veltroni, ormai così sicuro di sé da sfidare persino il destino. Ed eccolo anche ieri al taglio del nastro di turno. Questa volta in ballo, però, c’è un’opera fondamentale: quel raddoppio della Tiburtina che dovrebbe «cambiare» la vita o, almeno, facilitarla, ai tanti romani che vivono nell’area a est della città, ma anche a quei pendolari, provenienti da Tivoli e dintorni, che in una trappola infernale d’asfalto e lamiere ogni giorno fanno la spola con la Capitale. Costo complessivo: 97 milioni di euro, oltre la metà finanziati coi fondi per Roma Capitale (e, quindi, dal governo uscente). Alla «parata» non mancava proprio nessuno: gli assessori capitolino e regionale ai Lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro e Bruno Astorre, il presidente del municipio V, Ivano Caradonna e il sindaco di Guidonia, Filippo Lippiello, sul cui terreno comunale insisterà parte del progetto. Ieri, il via ai lavori che modificheranno 550 mila metri quadrati di territorio col raddoppio della consolare nel tratto da Rebibbia fino al futuro nodo di scambio di via Marco Simone, a Setteville. È prevista la realizzazione di due corsie per senso di marcia per le auto e i mezzi pesanti, e un corridoio centrale, di altre due corsie, dedicate al trasporto pubblico. Saranno realizzati, inoltre, quattro anelli di viabilità collaterale, di nove chilometri, che potranno drenare il traffico all’interno delle zone industriali facilitando il collegamento interno tra queste, quelle commerciali e quelle residenziali. Ieri è stato avviato il primo step: la costruzione di un sottopasso di 250 metri in via di Salone, una strada di circa 1 km che correrà parallela alla Tiburtina in via Sambuci e via Sant’Alessandro, un nuovo ponte in via Smerillo e via Monteleone da Fermo. La prima fase inizia con gli scavi archeologici, in programma fino a dicembre del 2006. «È un lavoro - ha sottolineato lo stesso Veltroni - che consentirà di avere i primi risultati a fine 2007 e entro il 2009 avremo il completamento del raddoppio». Vede lungo, insomma Veltroni. Perché aspettare il 2009 per inaugurare? «Veltroni ringrazi il governo di centrodestra se oggi è possibile realizzare il raddoppio della sede stradale di via Tiburtina», dichiara Sergio Marchi, capogruppo di An in Campidoglio. «Ed è bene ricordare - continua Marchi - che le opere si inaugurano quando sono finite, questa è una cattiva abitudine a cui Veltroni è ormai avvezzo - continua Marchi -. Ottenere poi fondi da altre istituzioni e appropriarsi dei meriti è un metodo scorretto ed inaccettabile». Critico anche Luca Malcotti, consigliere di An: «Il quadrante della Tiburtina aveva bisogno della metropolitana leggera già finanziata da Moffa e Storace e che è stata incredibilmente cancellata dalla giunta Veltroni».