Ticinese all’asta: "A chi ferma la movida 10mila voti"

I residenti del quartiere propongono un "contratto" ai candidati sindaci
che si affronteranno al ballottaggio: "Chiusura dei bar di via Vetere a
mezzanotte e stop al consumo di alcolici dopo le 22: sosterremo chi
accetta"

Detto, fatto. Cacciari l’aveva suggerito una settimana fa, l’occasione era troppo ghiotta per lasciarla scappare. O si «acchiappano» le elezioni, ancora meglio il ballottaggio, oppure chi ci ascolta più per altri cinque anni. Così hanno pensato i residenti del Ticinese, più precisamente di corso di Porta Ticinese e di via Vetere, cogliendo al balzo il suggerimento di Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, e cosa ancora più importante residente della zona e il contratto è presto servito. Diecimila voti all’asta a chi firma il «contratto con il Ticinese» per mettere fine alla movida selvaggia in uno dei quartieri storico monumentali più importanti della città.
Il comitato La Cittadella, il coordinamento dei Comitati milanesi, l’Associazione nazionale antigraffiti hanno organizzato per domenica mattina un incontro tra residenti, commercianti e i candidati sindaci Moratti e Pisapia al grido di «Chi convince al Ticinese vince a Milano». «Tutto il Ticinese con i suoi 10mila voti - si legge nel volantino - è pronto a sostenere il sindaco e la giunta che vorranno prendere questi due provvedimenti improcrastinabili per il quartiere». Primo: chiusura anticipata alle 24 dei bar di via Vetere. Secondo: divieto di somministrazione di alcolici dopo le 22 all’esterno dei bar in via Vetere e sotto i portici della Pusterla di San Lorenzo. Al momento hanno confermato la loro presenza Massimo Cacciari, Pierfrancesco Majorino (consigliere comunale del Pd), Matteo Salvini (europarlamentare e consigliere comunale della Lega), Stefano Bolognini (assessore provinciale alla Sicurezza della Lega), Fabrizio de Pasquale (consigliere comunale uscente del Pdl), Carlo Montalbetti (consigliere uscente del Nuovo polo per Milano), Manfredi Palmeri (candidato sindaco per il Terzo Polo), e gli «aspiranti consiglieri di zona» Cesare Taddei, Michelangelo Brambillasca (Nuovo Polo per Milano) e Simone Di Gennaro (Udc).
Sono anni che i residenti denunciano una situazione «da vomito» per dirla con le parole di un intellettuale, Cacciari. Le Colonne, da ritrovo estivo dei giovani milanesi, sono diventate un bivacco selvaggio: bicchieri, vandalismi, sporcizia, cocci e tracce delle risse notturne danno il buongiorno ai cittadini. Macchine sommerse di bicchieri e bottiglie, parcheggio selvaggio - rubato molto spesso ai disabili- rifiuti ovunque, graffiti che ricoprono indistintamente vetrine, saracinesche, portoni, anche le carrozzerie delle auto. La notte? «Schiamazzi, spaccio e risse». «Come avviene ormai in molte parti della città - scrivono i residenti - la movida senza regole produce degrado, spaccio, e attira sempre più la malavita organizzata. Via Vetere è un esempio negativo che minaccia tutto il centro di Milano e fa paura alle stesse forze dell’ordine che evitano di intervenire». I commercianti si ritrovano rovinate con i graffiti le loro vetrine. Le più grandi griffe, Armani Jeans e John Richmond, e i locali storici come l’Osteria dell’Operetta hanno traslocato, lasciando il posto ai cinesi, e altri si stanno preparando a fare gli scatoloni. Prima però da imballare ci sono 10mila voti.