«Ticino inquinato dai metalli» La Forestale lancia l’allarme

Acque troppo sporche. Gli esperti: «Le cause? Gli scarichi industriali»

Cadmio, nichel, piombo, manganese, ferro e altre sostanze chimiche definite altamente tossiche sono state trovate in un tratto del fiume Ticino presso il Comune di Morimondo, vicino a Milano, in alcuni canali irrigui in provincia di Pavia e nelle acque di un complesso industriale della provincia. Lo hanno reso noto la polizia ambientale e forestale del corpo forestale dello Stato sulla base di quanto emerso dalle analisi effettuate dal Laboratorio mobile per le indagini scientifiche sull’ambiente del Nucleo investigativo centrale. Gli accertamenti scientifici sono stati eseguiti nell’ambito di una operazione di polizia ambientale. I risultati delle analisi sono stati immediatamente riferiti all’autorità giudiziaria oltre che alle autorità sanitarie e locali competenti per eventuali misure preventive da disporre in merito all’utilizzo delle acque del sito interessato. Dagli accertamenti l’inquinamento sarebbe stato causato dagli scarichi di alcune ditte, industriali e zootecniche, che operano nella zona.
L’inquinamento da metalli pesanti, sia esso localizzato che disperso, ricorda la forestale, può causare danni ambientali anche a lungo termine e determinare forme di tossicità acuta e cronica. Il primo controllo ha riguardato le acque di un insediamento industriale in provincia di Milano, sede di varie attività produttive tra cui verniciatura di accessori da bagno, produzione di sacchetti e borse in polietilene, costruzione di motori elettrici, fonderie, lavorazione del cemento. Le ditte scaricano in una fognatura privata che confluisce nel punto in cui sono stati effettuati i campionamenti.