«Con il ticket da 10 euro conviene rivolgersi agli ambulatori privati»

Pallone (Fi): «Distorsioni sulla diagnostica. In certi casi, per un esame che costava 3 euro ora se ne devono sborsare 13»

«Il ticket di 10 euro a ricetta introdotto dalla legge finanziaria 2007 sulle prestazioni sanitarie diagnostiche e di specialistica ambulatoriale ha prodotto delle distorsioni nel sistema delle compartecipazioni al Sistema sanitario nazionale che rischiano di radicare una disaffezione dei cittadini nei confronti del sistema pubblico difficilmente sanabile». È quanto sostiene il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale del Lazio, Alfredo Pallone. «Due sono i principali problemi prodotti dal nuovo ticket - aggiunge Pallone -.Da una parte si determina un aggravio di spesa a carico degli assistiti molto maggiore di quanto annunciato: la normativa nazionale vigente stabilisce, infatti, che ogni ricetta può contenere fino a otto prestazioni della stessa branca specialistica e che l’ammontare complessivo del ticket per le otto prestazioni non può superare i 36,15 euro. Se a questo meccanismo di compartecipazione alle prestazioni si aggiunge il nuovo ticket fisso di 10 euro a ricetta, si ricava che, per i più comuni esami diagnostici, che di regola prevedono un numero di accertamenti superiore a 8 (ad esempio le analisi del sangue da azotemia a glicemia e colesterolo), il cittadino è chiamato a pagare non 10 euro ma ben 20 euro in più di ticket fisso sulle ricette e fino a 72 euro di ticket sulle prestazioni più costose». «Dall’altra parte - puntualizza il capogruppo - è evidente che tale consistente incremento della compartecipazione rischia di portare alcune prestazioni al di fuori del costo di mercato sicché, per assurdo, al cittadino potrebbe convenire pagare l’intero prezzo della prestazione al privato. Ad esempio, se un paziente è diabetico e deve verificare l’indice della glicemia, analisi il cui costo è di 3 euro, a partire dall’1 gennaio 2007 deve pagare non 3 euro, ma ben 13 euro per cui sicuramente l’analisi gli verrà a costare di meno rivolgendosi al privato». «La situazione che si è venuta a creare è paradossale - prosegue Pallone - è evidente che errori così determinanti rischiano di produrre una disaffezione dei cittadini nei confronti del sistema pubblico».