Ticket a 3,5 euro: Mazzarello si vota contro

Martedì in Regione l’Udc chiederà a Burlando di trovare i finanziamenti per coprire tutta la spesa

(...) in molte farmacie della Regione si nega la possibilità ai cittadini sprovvisti di tessera sanitaria magnetica di poter ricevere i farmaci prescritti dai medici di base». I sindacalisti spiegano che oggi «è previsto l’utilizzo del nuovo dispositivo in termini non vincolanti: si tratta infatti di una fase sperimentale in cui il cittadino ancora sprovvisto di tessera deve egualmente ricevere i farmaci secondo ricetta medica». «Invitiamo pertanto la Regione e le Asl - spiega Roberta Papi della segreteria Cgil Liguria - a intraprendere ogni iniziativa verso i farmacisti affinché i cittadini liguri non debbano ancora una volta subire iter burocratici che invece di semplificare la vita delle persone la complicano». Ma i farmacisti non ci stanno: «La Finanziaria ci obbliga a registrare i dati della tessera sanitaria - spiega il presidente dei Farmacisti, Stefano Benetti -, per il momento siamo in una fase transitoria, ma nessuno di noi ha mai negato medicinali ai pazienti. Semplicemente abbiamo chiesto la collaborazione dei cittadini, visto che a regime la tessera sarà obbligatoria. Senza, dobbiamo scrivere i dati del codice fiscale e quindi comunque le code al banco si allungano».
E, a proposito di complicazioni, resta il ticket sulle prestazioni sanitarie. Mercoledì sera il Senato ha dato via libera alla riduzione da 10 a 3,5 euro dei ticket attraverso un emendamento al decreto legge sul ripiano del debito sanitario di alcune regioni. La riduzione del ticket passa attraverso un emendamento del governo, poi ritirato per problemi di copertura della spesa di 350 milioni, ma fatto proprio e riformulato dal senatore Tommaso Sodano con una nuova copertura che prevede tagli ai ministeri anche su famiglia e ricerca. Curioso il comportamento del senatore diessino Graziano Mazzarello che aveva presentato un emendamento per cancellare del tutto il ticket. Un emendamento che non aveva la giusta copertura finanziaria e che dunque non è stato accettato. Eppure lo stesso emendamento ripresentato dal senatore di An Giorgio Bornacin (che aveva appoggiato il collega diessino anche nella prima stesura) è votato, ma Mazzarello, questa volta, si astiene. «È un fatto grave - ha commentato Bornacin -: l’astensione al Senato equivale a un voto contrario Mazzarello ha bocciato quello che lui stesso chiedeva». Senza contare che negli ultimi tempi si era messo in mostra come promotore di una raccolta firme tra gli onorevoli dell’Ulivo per chiedere l’abolizione del ticket. Adesso il decreto deve passare l’esame della Camera. In tutto questo tempo - nonostante le varie promesse disattese formulate dal governo di Burlando - il ticket è rimasto a dieci euro e sono quindi 4 mesi che anche i liguri pagano questo pesante balzello. «Dal primo aprile lo toglieremo», aveva annunciato a marzo il presidente della Regione Burlando, evidentemente contraddetto dai fatti. Martedì prossimo in consiglio regionale sarà discussa una mozione di Matteo Marcenaro dell’Udc che chiede al presidente della giunta di trovare un modo per sostenere la spesa dei 3,5 euro in modo da non farla pagare ai cittadini liguri.
I problemi della sanità ligure sono tanti, ma a preoccupare è l’immobilismo della giunta che promette e non mantiene. «Che fine ha fatto il piano sanitario di riorganizzazione degli ospedali? - si chiede il consigliere di Forza Italia, Matteo Rosso -. Sono indignato e imbarazzato di essere un rappresentante di una Regione che ormai da mesi non produce più nulla e costa tantissimi soldi ai cittadini liguri». L’immobilismo nelle decisioni scomode di tagli o ridimensionamenti secondo l’esponente politico dell’opposizione non può che essere ricondotta al periodo e pre-elettorale, in cui si tenta di non scontentare i possibili elettori di centrosinistra. «Intanto però le commissioni si riuniscono e i gettoni di presenza vengono dati - continua Rosso - senza che si concluda qualcosa di positivo per i cittadini».