Ticket, il Comune tira dritto: si parte a gennaio

Formigoni: «Ma va adattato al nostro piano per l’aria»

«Nessuna polemica con il sindaco Letizia Moratti - assicura il governatore Roberto Formigoni -, il ticket d’ingresso in città è una buona proposta, ma va inserita nel tavolo dell’aria promossa dalla Regione». Ottima l’idea della collaborazione tra istituzioni, replica da Palazzo Marino l’assessore Edoardo Croci intervistato dalla Rai, ma da gennaio si parte col ticket. Anche perché modi, tempi ed importi sono stati già stabiliti nell’ultima riunione con gli oltre quaranta tecnici che stanno lavorando all’iniziativa. Un dialogo, dunque, che rischia di naufragare ancor prima di lasciare il porto sicuro degli impegni da campagna elettorale. Quelli che, passata la festa e gabbato lo santo, a urne chiuse possono tranquillamente essere riposti in soffitta. Non sembra essere così per la congestion charge, la tassa sulle emissioni inquinanti che la Moratti sembra assolutamente intenzionata ad applicare rigidamente ai confini di Milano, ma che sembra non piacere troppo (nonostante le dichiarazioni) al presidente della Provincia Filippo Penati e a quello della Regione impegnati a difendere un bacino elettorale più ampio rispetto a quello di lady Letizia.
«Non ci sono problemi - spiega Formigoni -, anzi con la Moratti ci siamo sentiti più volte e c’è pieno assenso sul metodo da applicare. Quelle avanzate sino ad oggi sono ipotesi su cui si sta lavorando anche grazie al coordinamento esistente tra i diversi livelli istituzionali». Peccato che a Palazzo Marino tutti siano sicuri di essere arrivati un po’ più avanti delle semplici ipotesi. «Eventuali misure restrittive al traffico - tiene duro Formigoni - dovranno inserirsi tra le misure ambientali introdotte in questi anni e favorire l’uso dei mezzi pubblici e di veicoli non inquinanti».
Non la pensa così Paolo Corsini, sindaco di Brescia e responsabile per le Politiche istituzionali dell’Associazione dei Comuni italiani che contesta la competenza della Regione («non ha alcuna logica»). Entrando nel merito, ricorda che «il caso specifico rientra nelle potestà primarie del sindaco e dell’amministrazione comunale già in base a quanto previsto dal nuovo codice della strada (articolo 7, comma 9)». Preoccupata anche l’Unione artigiani che con il segretario generale Marco Accornero ritiene che «il ticket rischierebbe di aggravare ulteriormente la situazione degli artigiani che arrivano a Milano dalla periferia e che non possono sostenere i costi di un continuo rinnovo dei loro veicoli per tenere il passo delle soluzioni tecnologiche meno inquinanti. A questo punto, come non giustificare chi sarà costretto a scaricare questi ulteriori oneri sul prezzo delle prestazioni?».