Ticket d’ingresso, Penati detta le sue condizioni

Un consiglio comunale straordinario sul traffico. Il presidente: «No alla Brebemi»

Un consiglio comunale speciale sul traffico entro fine luglio. Il tema principale, come è prevedibile, sarà il ticket d’ingresso per le auto, dopo che il sindaco, Letizia Moratti, e l’assessore ai Trasporti, Edoardo Croci, hanno assicurato che entrerà in vigore presto, forse già a gennaio. Da provincia e Regione arrivano inviti a concordare il provvedimento. Intanto, un questionario è in arrivo a tutti i milanesi, in modo da accoglierne i suggerimenti e da qualche giorno una commissione speciale è al lavoro per decidere tariffe e esenzioni. Durante il consiglio speciale si parlerà anche di taxi e più in generale di mobilità, inquinamento, trasporto pubblico e infrastrutture. Lo ha deciso l’aula, approvando un ordine del giorno proposto dal centrosinistra. Il documento, dopo essere stato emendato su proposta del centrodestra, è stato approvato con 35 voti a favore, 16 contrari e 6 astenuti.
Ma è il tema della pollution charge, la tassa d’ingresso per i veicoli inquinanti, il tema di principale discussione. Filippo Penati (che insiste nel no alla Brebemi («Il nostro parere negativo non solo rimane tale ma si rafforza») ribadisce di essere favorevole, ma pone questioni e condizioni e lancia l’allarme ritorsione da parte dei comuni della provincia: «Il ticket non deve essere inteso come una misura protezionistica da parte del Comune di Milano, perché questo darebbe il via a reazioni altrettanto protezionistiche dei comuni dell’hinterland». Inoltre Penati chiede un tavolo tra istituzioni: «L’introduzione del ticket, se vuole essere efficace, deve essere frutto di una concertazione istituzionale che potrà portare ad una sensibile riduzione del numero di automezzi circolanti a Milano e nell’area milanese».
Le perplessità non mancano neppure in Regione. Dopo lo stop dell’assessore Domenico Zambetti, l’Udc invita a «un momento di riflessione» prima di procedere. A dirlo è il consigliere regionale Gianmarco Quadrini. «Si può partire per migliorare la qualità dell’aria della città dal Piano strutturale presentato già un anno fa dalla Giunta della Regione. Mi viene da dire più Lombardia e meno Londra». Secondo Quadrini, «su temi così importanti che coinvolgono la qualità della vita, non solo dei milanesi ma di tutti i lombardi, bisogna evitare scelte unilaterali e coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti istituzionali».