Ticket, Formigoni guida la rivolta delle Regioni

Scambio di accuse con il ministro alla Sanità. Il governatore: «Alla Lombardia in 11 anni il governo ha negato 5.500 milioni di euro »

Contro il caro ticket, via al federalismo fiscale. Il governatore Roberto Formigoni si mette a capo della rivolta delle Regioni che protestano contro una Finanziaria che dal primo gennaio impone un «balzello» di 10 euro sulle ricette. E ricorda come alla sanità lombarda, negli ultimi undici anni, siano stati trasferiti dal governo 5.500 milioni di euro in meno.
Ieri un durissimo scontro con Livia Turco. «Nessuna legge nazionale obbliga la Lombardia a mantenere ticket così alti», l’attacco del ministro della Salute. «Il presidente Formigoni - le sue parole - definisce inqualificabili i ticket sanitari introdotti dal governo. Sinceramente trovo inqualificabili le sue dichiarazioni. Dobbiamo ricordare che fin dal 2003 la stessa Regione aveva deliberato di portare a 46 euro la soglia massima di compartecipazione alla spesa per le prestazioni specialistiche e diagnostiche che in Italia è invece fissata in 36 euro. Nessuna legge nazionale obbliga la Lombardia a mantenere tali quote maggiorate. Anzi, a fronte dell’inserimento in finanziaria del ticket di 10 euro sulle ricette, Formigoni avrebbe potuto decidere di ripristinare la soglia massima di partecipazione al costo di 36 euro e cancellare l’ultimo aumento di 7 euro del ticket sulle visite, ottenendo comunque analoghi, o addirittura maggiori, introiti». Immediata e altrettanto decisa la replica del governatore. «Le affermazioni del ministro Turco appaiono del tutto in contrasto con la realtà», l’incipit tutt’altro che diplomatico. «Una legge nazionale, la Finanziaria del governo cui Turco appartiene, ha introdotto il ticket. E sono altre leggi nazionali che impongono il pareggio di bilancio in materia di sanità». Respinte al mittente tutte le accuse. «Quando - prosegue Formigoni - il ministro afferma che cancellando il ticket dei 10 euro in Lombardia gli introiti rimarrebbero uguali, fa un esercizio di magìa, a meno che il ministro non stia annunciando di voler accogliere la richiesta delle Regioni di eliminare l’ingiustificato balzello della Finanziaria. Questa sì sarebbe una novità positiva, ma temiamo che così non sia e che il ministro stia solo facendo confusione». Poi la proposta di «introdurre finalmente un vero federalismo», con «l’attribuzione integrale della responsabilità alle Regioni, compreso l’integrale finanziamento del Fondo sanitario attraverso una partecipazione al gettito dell’Iva e con l’eliminazione dell’antistorica pratica del Fondo sanitario nazionale che viene ripartito con criteri costantemente iniqui». Come dire che i lombardi pagano tanto e ricevono poco. «Da anni le regioni virtuose sono penalizzate e la Lombardia riceve una quota inferiore, ogni anno 5.500 milioni di euro in meno di quanto ci verrebbe attribuito secondo la media nazionale». Il che significa che in questi 11 anni di «governo Formigoni» la Lombardia avrebbe dovuto ricevere 5.500 milioni di euro in più. «Che è come dire - conclude Formigoni - nessun ticket da qui all’eternità e infiniti servizi gratis in più per i cittadini».