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Strumenti di legge adeguati per punire i writers e un regolamento che obblighi i proprietari degli stabili a tenere pulite le facciate. L’assessore all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, ha la coscienza a posto. «Il Comune sta facendo tutto il possibile per cancellare i graffiti dalla città, ma ci aspettiamo risposte concrete dallo Stato e dai privati, perché la battaglia va condotta in sinergia».
Diamo qualche numero: Palazzo Marino cosa sta facendo in concreto?
«Solo tra gennaio 2006 e giugno 2007 abbiamo pulito gratis oltre 6.400 stabili privati, per 680mila metri quadrati. Entro fine anno contiamo di intervenire su circa 7.200 palazzi, con una spesa di 9 milioni, nel 2008 su circa 18mila stabili (per 19 milioni) e nel 2009 resteranno da trattare circa 3.800 palazzi per un costo di 4 milioni. Nessun altro Comune sta ripulendo a proprie spese i muri della città come Milano».
Però?
«I privati non collaborano. L’anno scorso abbiamo lanciato la campagna I lav Milan: il Comune offre gratis, e senza impegno, ai condomini la prima rimozione dei graffiti dalle facciate. Poi, chi vuole può approfittare di un abbonamento vantaggioso per 5 anni con Amsa, per mantenere puliti i muri».
Quanti, dopo il primo servizio, hanno proseguito?
«Solo il 20%, un’adesione molto bassa. E si tenga conto che per intervenire anche gratis sugli stabili privati abbiamo bisogno della liberatoria da parte degli amministratori di condominio (ieri il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, ha assicurato piena collaborazione al sindaco che rilancerà la campagna in autunno, ndr). Abbiamo fatto un intervento mirato nella zona delle Colonne di San Lorenzo, ma su 80 condomini solo la metà ci ha permesso di cancellare gratuitamente le scritte dai muri. E a parte MilanoSport e Atm, anche le aziende ex municipalizzate finora non hanno firmato accordi con Amsa per tenere pulite le proprie sedi. Spero che i nuovi vertici invertano la tendenza».
L’impegno del Comune insomma rischia di essere vanificato?
«Diciamo che noi possiamo ripulire gratis tutta la città, ma se i condomini non ci aiutano poi a mantenerle linde allora, come avviene ad esempio a Roma, si potrebbe inserire un vincolo nei regolamenti che imponga ai proprietari degli stabili di tenere pulite le facciate».
Pulizia, ma anche repressione di chi quelle scritte le realizza.
«Abbiamo creato una task force antigraffiti, ma è tutto inutile se non abbiamo strumenti per punire i colpevoli. Il Parlamento tiene in stand by alcune proposte di legge, come quella del vicesindaco e deputato di An Riccardo De Corato, che prevedono anche il carcere per i graffitari. E gli organizzatori di cortei dovrebbero essere obbligati a versare una cauzione che copra eventuali vandalismi».