«Ticket di ingresso in centro Un milanese su due dice sì»

I risultati di un’indagine di Legambiente: Milano al primo posto in Italia per il servizio dei trasporti pubblici. Ma è tra gli ultimi per la qualità dell’aria

Roberto Bonizzi

I piccoli centri del Nord Italia sono ai primi posti per la qualità ambientale. La classifica annuale di Legambiente vede in testa Mantova, seguita da Bolzano e Lecco. Con altre due città lombarde tra le migliori dieci (Cremona, sesta, e Pavia, decima). La graduatoria tiene conto di parametri differenti legati al verde e alla sostenibilità, come trasporti, rifiuti, smog, traffico, giardini, acqua, depurazione. Oltre all’eccellenza delle città di provincia si registra un crollo delle metropoli. «Soprattutto a causa della situazione legata ad aria e mobilità - dice Roberto Della Seta, presidente di Legambiente -. L’inquinamento atmosferico elevato pesa molto nell’economia della valutazione complessiva».
La pagella di Milano non è da promozione (82° posto, dietro Roma, Genova, Torino e Napoli). Le criticità maggiori riguardano l’inquinamento atmosferico, coi dati peggiori a livello nazionale per monossido di azoto (NO2) e polveri sottili (Pm10). La raccolta differenziata è ferma al 29,6 per cento. Scarsa la presenza di zone a traffico limitato, isole pedonali e piste ciclabili. Buoni risultati per l’acqua, con bassa presenza di nitrati e la depurazione del 77 per cento delle acque reflue. Primo posto per offerta di trasporto pubblico. E Milano si conferma seconda, dopo Roma, nei viaggi compiuti da ogni abitante in un anno (393). Altro punto di merito l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale.
Andrea Poggio, presidente lombardo di Legambiente, commenta i dati chiedendo «l’introduzione dell’esperimento del road pricing (il pedaggio per l’ingresso con l’auto nel centro città) anche a Milano dove, per un sondaggio, il 55 per cento dei cittadini sarebbe favorevole». La risposta per l’amministrazione è affidata all’assessore al Traffico, Giorgio Goggi. «Ogni giorno - spiega il rappresentante - in città entrano circa 600mila auto private e sono molti di più i lombardi che raggiungono il centro sfruttando i 1.500 chilometri di ferrovie, dalle 500 stazioni sparse per la Regione. Su Milano gravita un bacino di 7 milioni di persone. È chiaro che esistono difficoltà legate alla mobilità, ma non ci sono ricette univoche». Goggi analizza le politiche di governo della giunta. «Due sole sono le incompiute - aggiunge -. Il road pricing e la tariffazione della sosta per i residenti. Insieme al sindaco Albertini le abbiamo proposte in Consiglio, ma non c’è stata la volontà politica di realizzarle. Comunque con il piano particolareggiato del centro stiamo realizzando una serie di opere che possono aprire la strada al pedaggio dentro la Cerchia dei Bastioni, forse proposto prematuramente. L’aspetto principale è il ridisegno dei parcheggi dentro il perimetro della 90/91 che ha portato a una diminuzione del traffico del 12%. Non succedeva da quando è stata inventata l’auto». E il verde? Soddisfatto De Corato, che conclude: «Sono 18 i progetti per il verde pubblico».
Poi c’è il capitolo sui trasporti pubblici. «Abbiamo 70 chilometri di metrò e un passante ferroviario - elenca Goggi -. Tutte le tratte sono in fase di prolungamento, stanno per nascere le linee 4 e 5 ed è già stato avviato lo studio di fattibilità su un secondo passante». La difesa delle metropoli arriva anche dal sindaco di Roma. «Quella delle città di provincia al primo posto è una felice ovvietà - commenta Walter Veltroni -. Nei grandi centri il traffico è un grosso problema e nessuna città è riuscita a risolverlo. L’unica soluzione può arrivare da una politica a livello nazionale».