Ticket, è l’ora di una decisione metropolitana

Sono molti e di diversa natura gli ostacoli che il ticket antinquinamento progettato dalla giunta Moratti sta incontrando. La maggior parte, però, possono essere classificati sotto la voce «chi decide e come?». Prima ancora che nel merito, infatti, l'ipotesi di pollution charge è contrastata nel metodo con cui viene portata avanti. Ed ecco che ricompare il consueto - e, purtroppo, spesso inconcludente - repertorio di «tavoli», «concertazione» e «dialogo»: termini accattivanti sul piano mediatico e politicamente correttissimi, ai quali, tuttavia, prima o poi bisogna aggiungerne un altro: decisione. Giacché la politica, soprattutto quella chiamata ad amministrare le città, è fatta di decisioni, possibilmente tempestive. La democrazia, in fondo, è un modo per decidere, non per eludere. Conseguenza: la gragnola di veti e contrasti al ticket arrivati dai comuni dell'hinterland, dalla Provincia e dalla Regione, soggetti certo legittimati a dire la loro, paralizza tutto. Il fatto è che questa vicenda è la più lampante e convincente dimostrazione della necessità di un governo unico dell'area metropolitana. Dell'urgenza, insomma di istituire formalmente la città metropolitana. È stato detto più volte: sono in primo luogo i problemi della mobilità e dell'ambiente (ma anche quelli della casa, dell'urbanistica, del lavoro e della promozione culturale) a pretendere che finalmente veda la luce questa forma di governo del territorio prevista dalla Costituzione e mai realizzata dal Parlamento. Se il tormentato ticket fosse stato concepito, progettato e proposto a partire dalla dimensione metropolitana e da una istituzione legittimata a farlo, le cose sarebbero andate diversamente. Tanto è vero che protesta Sesto San Giovanni ma non l'adiacente periferia nord-est di Milano. Col sano pragmatismo tipicamente milanese che la caratterizza, il sindaco Moratti pensa di aggirare questi intoppi istituzionali volta per volta con intese bilaterali: con la Provincia, con la Regione, con i comuni dell'hinterland. Ebbene, proprio la vicenda del ticket sta dimostrando che, senza gli strumenti adatti, la buona volontà non basta.