Ticket al pronto soccorso: poche idee e pure confuse

Avanti in ordine sparso e con il metodo del fai da te. Così stanno procedendo gli ospedali della capitale alla prova della riscossione del ticket di 25 euro, in vigore dalla mezzanotte del 1° gennaio, per chi accede al pronto soccorso con un caso classificato come codice bianco. Si va dall’Umberto I che fa compilare un modulo ai pazienti per poterli ricontattare in un secondo tempo e informarli su come pagare i 25 euro, al San Giovanni che, disponendo di uno sportello della Banca di Roma, chiede il versamento della cifra sul suo conto corrente. Solo con la ricevuta di versamento il paziente potrà ritirare la cartella clinica.
Certo è che in queste prime ore, al di là delle modalità di riscossione, non risulta sia stato incassato neanche 1 euro della cifra stabilita dalla legge finanziaria nelle regioni che, come il Lazio, non prevedevano il ticket per questo tipo di prestazioni. Del resto l’introduzione della novità coincide proprio con il ponte di fine d’anno. Se tra i pazienti in attesa nei pronto soccorso della capitale prevale la rassegnazione («ci adegueremo» dice un signore che attende che il figlio sia visitato), decisamente scettico è invece il personale medico e paramedico. «Il ticket lo pagheranno in pochi - assicurano - anche perché, risolto il problema da “codice bianco”, pochi hanno bisogno della cartella clinica. Dunque perché versare i 25 euro?». Tra l’altro il medico, se serve la prescrizione della cura, gliela fa comunque. E «i pronto soccorso - aggiungono - non sono attrezzati per la riscossione». In compenso, dicono, «si ridurranno le liste d’attesa» perché «invece di attendere mesi per una visita che potrebbe costare anche più di 25 euro basterà presentarsi al pronto soccorso e, se serve la cartella clinica, pagare i 25 euro. È comunque un vantaggio». Partenza in sordina anche nel resto del Lazio. Tutto è stato rinviato o al pagamento con bollettino postale, consegnato ai pazienti o l’indicazione di versamento successivo presso il Recup o, ancora, a un futuro contatto ospedale-paziente per indicare le modalità di versamento. Ma c’è anche chi, come un medico di Frosinone, ha esonerato dal pagamento un paziente che si era fatto curare per un mal di denti, mentre a Viterbo ancora aspettano le indicazioni dalla direzione generale della Asl. «La direzione generale della Asl non ha impartito alcuna disposizione - spiega un medico in servizio al pronto soccorso di Belcolle - pertanto nessuno dei vari codici bianchi che abbiamo avuto ha dovuto pagare il ticket. Del resto non avremmo nemmeno saputo come farglielo pagare. Attendiamo istruzioni dall’azienda sanitaria. Forse ci verranno comunicate domani (oggi, ndr)». Analoga la situazione a Montefiascone, Civita Castellana e Tarquinia. A Rieti i pazienti hanno ricevuto un bollettino di conto corrente postale per il versamento. A Frosinone malumore tra i sanitari perché la nota della Asl che ha inviato alla vigilia dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni «è poco chiara». A Latina i pazienti riceveranno a casa una cartella per il pagamento del ticket all’ufficio postale o direttamente in banca sul conto della tesoreria della Asl.