«Ticket, da Roma per ora solo promesse»

Deciso uno sconto alle Regioni di 350 milioni di euro Ora si attende un intervento del governo

Lo sconto alle Regioni sul ticket sanitario ci sarà, ma non si sa ancora né come né quando. E tanto meno si sa in che modo tutto ciò si tradurrà in reale risparmio per i cittadini. Al momento si ragiona solo per ipotesi. Si spera di partire a luglio con gli sconti e, magari, le nuove esenzioni. Mercoledì prossimo si saprà qualcosa di più. Se non altro sulla tempistica. Dopo una settimana di riflessione, il governo infatti annuncerà alle Regioni come intende tradurre in legge la decisione di destinare alla sanità i 350 milioni di euro stabiliti. La strada più semplice, per abbreviare i tempi e rendere tutto operativo entro l’estate, sarebbe quella di inserire il contributo nell’assestamento di bilancio dello Stato di giugno-luglio. Altrimenti sarebbero strumenti altrettanto rapidi sia un decreto d’urgenza, utilizzando come copertura una parte del «tesoretto» che si trova nelle casse dello Stato, sia un emendamento in Parlamento. Su questo si sono confrontati ieri il coordinatore nazionale degli assessori al Bilancio, Romano Colozzi, il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il capo di Gabinetto del ministero dell’Economia, il ragioniere generale di Stato, Mario Canzio, e i tecnici dei ministeri della Salute e dell’Economia.
«Nessuna Regione potrà levare i ticket - ha spiegato Colozzi al termine della riunione - finché non c’è una legge che autorizza a farlo. Per ora si può ragionare solo per ipotesi ed è prematuro dire altro. Ciò che bisogna evitare è che un milionario ultra 65enne sia esente dal ticket mentre un padre di famiglia che prende poco più di mille euro al mese lo debba pagare». Duro l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani: «Ancora una volta il governo promette ma non mantiene e così il ticket di 10 euro rimane a gravare sulle spalle dei cittadini in forza della Finanziaria. La Lombardia è infatti pronta ad annullarlo o ad abbassarlo, ma non può procedere perché l’esecutivo non ha ancora cambiato la sua legge. Ai sindacalisti e ai politici di centrosinistra che hanno manifestato per l’abolizione del ticket in Lombardia occorre ricordare che l’indirizzo a cui rivolgersi è e rimane Palazzo Chigi. Con le leggi vigenti le Regioni non possono abolire o ridurre il ticket di 10 euro e i cittadini devono purtroppo pagarlo perché la legge ci vieta di rendere operativo il piano che abbiamo già messo a punto per la riduzione di questo odioso balzello».
Grazie allo sconto di 350 milioni di euro promesso dal governo che fa scendere da 811 milioni di euro a 461 milioni il gettito nazionale da coprire con il ticket, la Lombardia valuterà se è in grado di rivedere le proprie politiche sanitarie poiché si troverebbe a questo punto a dover coprire un contributo di 78 milioni di euro e non più di 130 milioni. E di tutto questo si parlerà lunedì in Regione, sapendo però che finché non è tutto nero su bianco e tradotto definitivamente in legge si deve procedere con cautela, senza illudere i cittadini su un possibile risparmio.