Ticket sanitario abolito per i minori di 14 anni

Formigoni: «E ora investiamo 80 milioni per dare servizi sempre migliori»

Tagli in arrivo per i ticket lombardi. Dal primo giugno scattano le nuove regole. I ragazzi fino a 14 anni non pagheranno più un euro per le prestazioni sanitarie, indipendentemente dal reddito della loro famiglia. E la tassa per le prestazioni in Pronto soccorso targate «codice bianco» sarà ridotta da 35 a 25 euro. La Regione Lombardia rinuncia a parte dell’introito derivante dai ticket per un valore di 40 milioni di euro. «La decisione - spiega il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni - nasce dal monitoraggio della spesa sanitaria. L’efficienza è migliorata, i costi sono diminuiti e di conseguenza abbiamo potuto tagliare i ticket». Nulla a che vedere quindi con l’eliminazione - votata ieri dal Senato - del ticket nazionale sulle ricette da 10 euro che era stato voluto dalla scorsa Finanziaria.
Oltre alle riduzioni, ci saranno anche vari potenziamenti nei servizi sanitari, per un valore di 80 milioni di euro. Sarà totalmente gratuito il ricovero per i pazienti in stato di coma nelle residenze sanitarie. Saranno aumentate le prestazioni per i pazienti colpiti da sclerosi laterale amiotrofica, con particolare attenzione alle cure palliative per i malati oncologici. Saranno erogate più prestazioni nelle strutture indicate dall’Asl dove la domanda di assistenza è maggiore. E infine si investiranno risorse sia per migliorare il servizio di cure a domicilio, sia per aumentare l’assistenza farmaceutica ai malati oncologici e affetti da malattie rare o particolarmente gravi. «Si tratta di decisioni - spiega l’assessore lombardo alla Sanità, Luciano Bresciani - che vanno nel senso della famiglia». Un rammarico rimane. La Lombardia infatti è ancora in attesa dal governo dei circa 150 milioni di euro da investire nella sanità regionale.
Da parte di Forza Italia arrivano parole di apprezzamento ai tagli sui ticket da parte del capogruppo Giulio Boscagli, che parla di «gestione oculata» della sanità regionale e di «una scelta che va incontro alle famiglie». A differenza, fa notare il capofila degli Azzurri, di quanto accade a Roma: «La nostra speranza è che al più presto avvenga un cambiamento di rotta nella politica nazionale, iniziando a premiare chi attua una gestione virtuosa e a punire chi invece porta avanti amministrazioni fallimentari».
Qualche polemica invece da parte dell’opposizione. La Margherita, per bocca di Maria Grazia Fabrizio, parla degli sconti sui ticket sanitari come di «atto dovuto», mentre il consigliere diessino Carlo Porcari sostiene che «la parziale riduzione dei ticket non compensa l’aumento di 7 euro deciso a dicembre». Nessun grazie a Formigoni da parte del Prc. È il capogruppo Mario Agostinelli a sostenere che «abbassando il ticket sul pronto soccorso si ci si è semplicemente allineati alla normativa nazionale».