Prima del ticket servirebbe il «no parking»

Era prevedibile (e previsto) che sarebbe stato difficile far digerire ai milanesi il ticket anti-traffico - o anti-inquinamento, cambia poco - pur nell'ultima versione blanda e circoscritta. Tanto più in tempi di polemiche contro tasse e aumenti dei prezzi. Perciò era opportuno seguire quel precetto di antica saggezza politica che consiglia di somministrare le pillole più amare nei primi tempi del mandato, quando è ancora calda la luna di miele con l'elettore. D'altra parte ho sempre pensato che prima di passare al ticket si potesse tentare con una misura meno traumatica ma forse non meno efficace: rendere praticamente impossibile (o molto costoso) il parcheggio in centro, estendendo al massimo il divieto di sosta. E rendendolo, beninteso, efficace. Come accade a Parigi, a Londra, a New York dove si può transitare ma non sostare nelle vie centrali, se non in parcheggi costosissimi. Provate solo a rallentare in certe strade di Manhattan: vi piomba addosso una macchina del NYDP che vi fa ripartire con argomenti molto convincenti. Si tratta, insomma, di scoraggiare in altro modo l'uso dell'auto nell'area urbana. Certo, alcuni problemi restano, come la necessità di rafforzare il trasporto pubblico e di realizzare più parcheggi all'esterno della «città proibita». Inoltre, con l'aumento del costo della sosta forse il Comune non incasserebbe quanto prevede di realizzare col ticket. Ma, tutto sommato, mi sembra una misura transitoria più facilmente e gradualmente realizzabile. Perciò meno traumatica. Controindicazioni? Una soprattutto: convincere i vigili a stare per strada e a fare le multe, attività che forse considerano sminuente da quando se ne occupano gli ausiliari della sosta. Questa, in fondo, è pur sempre la città che permette a migliaia di auto e moto di occupare impunemente i marciapiedi.