Ticket, sicurezza e trasporti: Finanziaria senza copertura

Il passaggio in Senato «costa» già 1 miliardo, mediazione affidata a Enrico Letta. Padoa-Schioppa: meno tasse? Non nel 2007 Auto aziendali, verso possibili modifiche

da Milano

Salta l’equiparazione fra conviventi e coniugi ai fini della tassa di successione, ipotizzata in un emendamento alla legge Finanziaria. Sarà approvato, tuttavia, un ordine del giorno che impegna il governo a varare entro il 31 gennaio un disegno di legge sulle unioni di fatto, comprese quelle omosessuali. Una mediazione che in teoria risolve il contrasto fra teodem della Margherita e senatori mastelliani da una parte, e sinistra radicale dall’altra: ma che, nei fatti, rinvia soltanto la questione al dopo-Finanziaria.
Viene dunque stralciato dall’emendamento sulle successioni il riferimento alla franchigia di un milione nel caso di conviventi more uxorio; restano invece le altre modifiche, fra cui l’abolizione dell’imposta nelle successioni di aziende familiari, purché l’attività prosegua per almeno altri cinque anni. Salva anche l’aliquota agevolata (ma senza franchigia) per la successione tra fratelli.
La cosidetta «cabina di regia» guidata dal sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta ha trovato il compromesso sui dossier aperti - successioni comprese - soltanto dal punto di vista politico. Resta però il nodo delle coperture. Le modifiche su cui si è trovata l’intesa nella maggioranza costano, per il momento, circa un miliardo e cento milioni di euro. Al plafond iniziale di 750 milioni concessi dal ministro dell’Economia Padoa-Schioppa per soddisfare le esigenze dei senatori, si sono aggiunti per strada altri 350 milioni. Su diversi capitoli - autoferrotranvieri, sicurezza, abolizione del ticket sul «codice verde» al pronto soccorso - c’è l’accordo politico ma non un’adeguata copertura finanziaria. Copertura da trovare anche per l’aumento dei fondi per l’Università e per gli italiani all’estero. Il costo del passaggio della Finanziaria al Senato potrebbe essere, alla fine, ancora più elevato.
Si capisce così che Tommaso Padoa-Schioppa freni le promesse sul fisco: «Non risponde a verità che le tasse caleranno dal prossimo anno - afferma il ministro in tivù - ma risponde al vero che scenderanno via via che ci saranno risultati sicuri nella lotta all’evasione». Pochi giorni fa il viceministro Vincenzo Visco aveva detto che la diminuzione avrebbe potuto incominciare già dal 2007; ma la Finanziaria stabilisce che le maggiori entrate fiscali che si realizzeranno nel 2007, rispetto alle previsioni vanno destinate in primo luogo alla riduzione del deficit di bilancio. Solo quelle direttamente ricondubilili alla lotta all’evasione saranno destinate, «qualora permanenti», alla riduzione della pressione fiscale. In ogni caso, secondo Padoa-Schioppa, l’aumento del carico fiscale della Finanziaria rappresenta «uno sforzo sopportabile».
Superato in qualche modo l’ostacolo successioni, l’esame della Finanziaria alla commissione Bilancio del Senato procede, ma a passo lento. Pierluigi Bersani ammette che «la fiducia è nell’ordine delle cose», anche se da Palazzo Chigi e da Palazzo Madama giungono smentite. Governo e maggioranza non stanno lavorando alla stesura di un maxi-emendamento alla Finanziaria in vista di un possibile voto di fiducia, sostiene la presidenza del Consiglio in una nota. «Da noi i tempi saranno rispettati», afferma il presidente della commissione Bilancio Enrico Morando (Ds).
Sono ancora diverse, tuttavia, le modifiche da inserire nel testo. Ad esempio, Visco starebbe pensando a qualche cambiamento sulle norme che riguardano le auto aziendali concesse come benefit ai dipendenti. Il problema riguarda soprattutto la retroattività della norma per il 2006. Altre questioni aperte sono state rinviate: ad esempio, la disciplina sulla discesa di Eni sotto il 30% di Snam Rete Gas sarà attuata con un decreto presidenziale (un atto amministrativo) entro il prossimo mese di marzo.
Approvato invece l’emendamento all’articolo 3 della Finanziaria sugli studi di settore: l’accertamento del Fisco scatterà automaticamente solo nel caso in cui la differenza fra i ricavi indicati dagli studi e quelli dichiarati supera il 40%. La revisione degli studi di settore, inoltre, sarà triennale. Cambia anche la norma che obbligava i cittadini ad acquistare i farmaci esibendo il codice fiscale o la tassera sanitaria: per tutto il 2007, il codice fiscale potrà essere aggiunto a mano sullo scontrino, direttamente dall’interessato.