Ticket troppo cari: il 15 per cento rinuncia alle analisi

Molti corregionali trascurano la propria salute perché non se lo possono permettere. Proprio così: il 15 per cento dei cittadini del Lazio non effettua gli esami di laboratorio analisi per i quali è previsto il pagamento del ticket e di una quota fissa, anche se necessari, perché non può permetterselo, mentre il 23 per cento assicura di rinviare gli esami ai soli casi urgenti, evitando i controlli periodici, perché ritengono che il ticket e la quota fissa abbiano un costo davvero eccessivo. È l’allarmante quadro che scaturisce dall’indagine realizzata dalla Ugl Sanità del Lazio, presentata ieri dal dirigente regionale Pietro Bardoscia.
Ancora secondo la ricerca, effettuata su un campione di 100 persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni con reddito e fascia che rappresenta la maggioranza di coloro che sono obbligati a pagare il ticket (escludendo quindi gli esenti), il 19 per cento dice di eseguire periodicamente (o quando occorre) gli esami ritenendo congruo e giusto pagare l’attuale prezzo del ticket e la quota fissa. Il 43 per cento, invece, dice di eseguire gli esami quando si rende necessario ma si lamenta del costo eccessivo del ticket e ritiene ingiusta la quota fissa.
La Ugl ha spiegato che «per gli esami di laboratorio analisi il cittadino si arriva anche a doversi presentare con quattro o cinque impegnative a seconda degli esami da effettuare e con la conseguenza di un esborso di denaro che per un cittadino con un reddito medio inizia a diventare difficile da sostenere, visto che quattro impegnative comportano un esborso di 144 euro di ticket e 16 euro di quota fissa per un totale di 160 euro».