Il tifo che fa girare il pallone

(...) ad accelerare il progetto di integrazione del tridente Cassano-Montella-Bellucci (interrotto solo dall’infortunio del barese) sull'onda dell'emotività manifestata dall'opinione pubblica di stampo blucerchiato. Una sorta di rottura degli indugi, favorita anche dal fatto che la gente, dopo anni di novellinismo sfrenato (risultati eccezionali, gioco poco allettante), ostenta la voglia di andare allo stadio per spellarsi le mani e non per desiderare che la partita finisca… E chi meglio dei tre «folletti» può garantire, sulla carta, questo spettacolo?
Terzo. Dopo avere rinnovato il sontuoso contratto con la Juventus, operazione che ha visto in ballo per mesi interessi milionari, Alex Del Piero ha dichiarato: «. È chiaro che la Fiat e la Juventus non si siano piegate alle aspettative dei… Drughi bianconeri o dei più miti sostenitori della tribuna, ma il clima instaurato anche dai tifosi attorno alla vicenda del rinnovo del contratto di Del Piero, una delle ultime bandiere del calcio, ha contribuito a indirizzarne la fine verso un'unica conclusione possibile: la firma a vita.
Tutto questo per dire che, in un'epoca in cui la passione popolare viene messa a dura prova negli stadi da leggi antiviolenza più o meno giuste e appropriate, la stessa riesce a riemergere in maniera sana e alla luce del sole al punto da determinare o quantomeno da orientare in parte i comportamenti di allenatori e dirigenti. Trovo, questo, un risvolto positivo del calcio moderno. Non un passione che brucia (talvolta anche i cassonetti, purtroppo…) o che comanda (il vecchio ricatto: se non mi dai i biglietti, ti faccio squalificare il campo con comportamenti irresponsabili), ma una forza emotiva che alimenta, come parte integrante, il fenomeno pallone, di cui la gente per bene ha voglia di riappropriarsi senza per questo sentirsene indebitamente padrona.