Il tifo di Crespo: «Argentina facci sognare»

da Parigi

Sessanta milioni di francesi hanno un sogno: battere stasera l'Inghilterra (campione uscente) nella semifinale mondiale di rugby e prendersi poi (in finale) la rivincita contro l'Argentina, ossia contro chi nella partita inaugurale aveva umiliato i padroni di casa. Come tutti i sogni di gloria, anche quello di una coppa bianca, rossa e blu ha una straordinaria capacità di seduzione. Arriva così al termine la settimana dei desideri, delle speranze e appunto dei sogni, in cui tutto era permesso alla fantasia di un popolo che in questi mondiali ha riscoperto la palla ovale. Sette giorni fa c'è stato l'inatteso trionfo dei galletti di Francia contro gli All Blacks neozelandesi, scesi in campo col loro abituale grido di battaglia e rientrati negli spogliatoi come altrettanti pulcini bagnati.
Stasera c'è allo Stade de France di Saint Denis, presso Parigi, una sfida tutta «settentrionale»: la classica partita Francia-Inghilterra, la squadra dei galletti contro quella della rosa. Un match che basta da solo a fornire due verdetti. Il primo: bisogna credere nella resurrezione. I francesi le hanno buscate dagli argentini e la «squadra della rosa» è stata massacrata dai sudafricani nella fase iniziale del torneo, ma adesso sono loro a sfidarsi per il biglietto della finale. Il secondo: chi prendeva per cialtroncelli i giocatori dell'emisfero nord è stato smentito dai fatti. Le due semifinali vedono una sfida per ciascuna metà del pianeta: Francia-Inghilterra da una parte e Argentina-Sudafrica dall'altra. Come se si trattasse di designare il «campione del Nord», destinato a battersi poi nella partita decisiva contro il «campione del Sud». Anche questo contribuisce a riempire di charme l'edizione 2007 di un trofeo che ha ormai nettamente superato - come dimostrano i dati sull'audience tv mondiale - il tradizionale bacino d'utenza degli amanti del rugby. La Terra diventa un po' ovale.
Tutto questo non fa che elettrizzare l'attesa dei francesi per il match in programma stasera contro gli inglesi. Persino l'economia ne risente positivamente. Non solo i francesi sono più ottimisti (e un po' meno borbottoni) dopo la bella vittoria ai quarti contro gli All Blacks neozelandesi, ma sono diventati persino spendaccioni: l'istituto di studi sul marketing Gfk dice che c'è stato in Francia un boom nelle vendite di televisori tecnologicamente avanzati. In vista delle partite di Coppa del mondo, monsieur Dupont (il signor Rossi d’Oltralpe) ha comprato, magari indebitandosi, tv a schermo piatto ultimo modello e accessori vari. Le cifre sono impressionanti: nel periodo agosto-settembre sono stati venduti in Francia 720mila tv di ultima generazione, con un incremento dell'84 per cento sull'identico periodo dell'anno precedente. Gfk aggiunge che mai prima d'ora uno sport diverso dal calcio aveva avuto effetti tanto benefici sulle vendite di televisori. Sempre ieri il ministro del Turismo, Luc Chatel, ha stimato in 150 milioni di euro (per il solo mese di settembre) le entrate supplementari di questo settore, dovute al mondiale di rugby. «Il turista innamorato della palla ovale spende più del turista normale», ha commentato il ministro, precisando che gli stranieri giunti per l'occasione sono stati 350mila.
A due passi dalla Tour Montparnasse, a Parigi, c'è un pub tradizionalmente frequentato da una clientela anglosassone o comunque anglofila. Lì l'attesa è nervosissima e per placarla la birra scorre a fiumi. I cuori degli avventori sembrano divisi in due emisferi tra loro incompatibili. Il proprietario ha cercato di non scontentare nessuno esponendo tre bandiere: l'inglese, la francese e la neozelandese. Le bandiere britannica e francese sono ai fianchi del gigantesco schermo sistemato alla Place de l'Hôtel de Ville, piazza del municipio, di Parigi, dove in tempi fortunatamente assai lontani venivano eseguite le sentenze capitali. Stasera la folla assiepata di fronte a quello schermo e a quelle due bandiere (auspicio di fair-play) dovrebbe arrivare a trentamila persone. Al fischio finale la notte parigina comincerà ad affogare nello champagne. O nelle lacrime.
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