Tifo da stadio per i seminaristi

Striscioni, applausi e cori da stadio. Al termine della cerimonia in Duomo, centinaia di persone si sono radunate davanti al portone del seminario per festeggiare i seminaristi che avevano compiuto il rito di ammissione al diaconato, al presbiterato e al diaconato permanente. E loro - i festeggiati - vengono abbracciati da parenti e amici, c’è perfino che è sollevato in aria. «Ti vogliamo vescovo» intonano scherzando gli amici di Emi, arrivati da Carnate. Al seminario, l’arcivescovo dedica l’ultima parte della predica, nella cerimonia in cui ha presentato il programma dell’anno pastorale (ieri era anche la festa della nascita di Maria, patrona del Duomo). «La nostra diocesi può fare di più per il suo seminario - dice Tettamanzi - deve averlo veramente a cuore, deve sentirsi coinvolta nella sua vita e quindi nelle sue difficoltà e speranze». Il cardinale parla poi delle vocazioni. Cita il vangelo di Matteo: «Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore senza pastore». E conclude: «È esattamente la descrizione delle nostre attuali comunità cristiane, se le leggiamo con realismo. Esse hanno bisogno della compassione di Cristo, che ora passa attraverso il nostro cuore e la nostra vita».