Tifosi blucerchiati dalla Cina con amore

Federico Berlingheri

Ruud, Lhy, Sampan. Nickname come tanti di ragazzi come tanti, che amano discutere, dire la loro, dibattere online dei propri interessi, circa le proprie passioni. Ruud, Lhy, Sampan. Amanti del pallone, giovani tifosi come tanti, la loro passione si chiama Sampdoria. Uniche due particolarità: hanno gli occhi a mandorla e vivono a più di 8mila chilometri da Genova, a Qingdao, nella penisola di Shandong, 7.311.200 anime nell'est della Repubblica Popolare Cinese.
Sono loro i padri fondatori del primo sito web cinese interamente dedicato alla squadra blucerchiata, www.sampdoria.cn, sito creato tre anni fa, che attualmente conta più di 1200 membri registrati. «Dapprima - svela Sampan, il più dimestichevole del trio con la lingua inglese - i contatti furono soltanto una manciata. Il sito non era granché e dipendeva da un altro portale, faceva parte di un circuito. Poi, però, Ruud e Lhy hanno dedicato il loro grande entusiasmo e la loro passione per la Samp al fine di creare un sito indipendente. Era il 2004. E anche grazie all'aiuto economico di alcuni fedeli tifosi, la nuova homepage è stata attivata il 28 maggio di quell'anno ed i contatti, da ogni zona della Cina, hanno iniziato ad aumentare». Fino ad arrivare ad oggi, ai già citati 1200 membri registrati. «Sono sicuramente un bel traguardo - ammette Sampan con orgoglio - la Samp è molto popolare dalle nostre parti, ma come cifre ed influenza non possiamo certo competere con i grandi club mondiali come Real, Manchester Utd, Milan, Juve o Inter, fin troppo abituati a vincere. Questo, però, non ci importa». Giusto, ci mancherebbe. Distinguersi dagli altri, il boskoviano «noi siamo noi y loro sono loro», è questo lo spirito che unisce migliaia di sampdoriani in tutto il mondo. E anche quelli cinesi.
Ma come nasce l'amore per il Doria nel lontano est asiatico? «Nasce certamente alla fine degli anni '80 quando la CCTV, il principale canale sportivo cinese, iniziò a trasmettere partite del campionato italiano. Nel 1990, la domenica pomeriggio, partì inoltre una fortunatissima trasmissione interamente dedicata alla Serie A e proprio in quella stagione la Sampdoria vinse lo Scudetto. Non solo Gullit, Maradona e Baggio, in Cina cominciarono a conoscere ed apprezzare ed amare Vialli, Mancini e Lombardo. Penso che tutto si possa ricondurre a quella strepitosa annata. Ma non solo: a partire dal 1993-94, la CCTV trasmise in diretta, ogni domenica sera, una partita del campionato italiano e anche in quella stagione la Sampdoria di Gullit e Platt fece nuovamente benissimo».
E a proposito di quella stagione Ruud (che di vero nome fa Zhang Ning), designer e amministratore del sito, innamorato proprio del «Tulipano Nero» dalla testata di dred, ha un aneddoto curioso: «Era il 31 ottobre '93, avevo 11anni. Alla tv davano Sampdoria-Milan e mio fratello mi disse: “Il Milan è un dreamteam e batterà la Samp in un batter d'occhio”. I rossoneri fecero subito due reti, portandosi sullo 0-2, ma i blucerchiati rimontarono e passarono in vantaggio con un gran gol di Ruud Gullit. Da quel giorno divenni sampdoriano». Passioni nate quindi quando la Sampdoria - prima squadra italiana, nel '94, ad effettuare una tournée nella patria di Mao - era grande, vincente e ricca di fuoriclasse; passioni non venute meno negli anni bui e tristi della Serie B, anzi. «Qualche tifoso - conclude Sampan - lo abbiamo perso, ma molti fan blucerchiati sono rimasti affezionati a quel marinaio emblema della Sampdoria e della nostra fede. Lo dimostrano i contatti e gli iscritti al nostro sito: la Samp è qualcosa di più di una semplice squadra, è uno stile di vita. E nonostante i momenti difficili, le amarezze e le delusioni degli ultimi tempi, quei colori, quell'unica bellissima maglia, quel nome affascinante, quell'atmosfera e quei sostenitori fantastici dello Stadio Ferraris non si possono certo abbandonare». Anche a più di 8mila chilometri di distanza, se questo non è amore...