Tiger non batte Furyk ma lo consolano 50 milioni di dollari

All’iniziativa hanno aderito tour operator e giornalisti provenienti da otto Paesi

Mario Camicia

Settimana da ascrivere negli annali del golf quella appena conclusasi su entrambi i maggiori circuiti mondiali.
Negli Stati Uniti un indomito Jim Furyk, dopo la cocente delusione della settimana precedente - quando nel Barclays Classic si è visto soffiare una vittoria annunciata da un incredibile eagle di Padraig Harrington sull’ultimo green - ha fatto suo, con prepotenza, il Western Open tenendo a bada Ben Curtis, co-leader dopo 54 buche e giunto poi terzo, ma soprattutto resistendo ad una delle tipiche cariche di Tiger Woods, partito con cinque colpi il distacco. Il «fenomeno» multietnico ha mandato in visibilio il pubblico del Cog Hill Golf Club con una infilata di birdie-birdie-eagle - dalla nona alla undicesima buca che lo riportava al fianco del trentacinquenne giocatore della Pennsylvania. Poi la battuta d’arresto di Furyk approfittava per riprendere la situazione in mano e tagliare il traguardo con due lunghezze di vantaggio su Tiger. Una vittoria che Furyk aspettava dall’Open degli Stati Uniti 2003 e che lo vede finalmente ritornare nel pieno possesso dei suoi mezzi fisici dopo che aveva perso buona parte della stagione 2004 per un problema al polso.
Per Jimmy la vittoria nel Western gli ha fruttato 900mila dollari che lo pongono al quinto posto nella money-list. E a proposito di dollari, i 540mila vinti da Tiger valgono al campione un nuovo record: quello di primo giocatore a superare i 50 milioni di dollari vinti in carriera.
Sul tour europeo lo spettacolo nello Smurfit European Open al K. Club di Dublino è stato di quelli degni delle migliori «tragedie». Thomas Bjorn leader dopo tre giri sembrava fino alle ultime buche tornato anch’egli sulla strada del successo e della ritrovata fiducia. Una lotta a due con il francese Jacquelin ma con il danese di gran lunga favorito. Poi il dramma; alla 16 - par 5 - il prologo con Bjorn che andava in acqua con il secondo colpo e marcava il bogey. Subito dopo alla 17, tre palle in acqua dalla partenza e settuplo bogey 11 (!) per finire alla 18 con un altro colpo perso. Score finale per Thomas di 86 colpi e scivolone in trentatreesima posizione. Anche Jacqueline pasticciava sulle ultime micidiali buche del K. Club e terminava in 79 chiudendo al diciannovesimo posto. Tra quelli che sembravano inseguitori ormai tagliati fuori aveva la meglio Kenneth Ferrie - vincitore dell’Open di Spagna nel 2003 - che vinceva con un totale di appena tre colpi sotto il par. In seconda posizione un ottimo, anche se un po’ deluso, Colin Montgomerie appaiato a Graeme Storm. Ferrie, grazie ai 580 mila euro del primo premio, è risalito in dodicesima posizione nell’ordine di merito. Un’ultima delle beffe al K. Club: Rocca, unico italiano rimasto in gara, non è stato «svegliato» nell’albergo dove risiedeva ed è arrivato tardi alla partenza con conseguente squalifica! Ma da gran sportivo e signore il nostro campione ha raggiunto il compagno di gioco e lo ha affiancato per marcargli il punteggio.