Tiger torna in campo e comincia con una maratona

Sorprese all’ordine del giorno nella settimana da poco terminata nel mondo del grande golf professionistico. Sorpresa numero uno: la decisione di Tiger Woods di tornare in campo in occasione dell’Accenture World Match-Play, primo dei tre campionati mondiali individuali in programma da oggi. Dopo tante illazioni e previsioni il «fenomeno» ha tratto il dado e giovedì scorso ha comunicato la sua iscrizione al torneo che vedrà in campo i migliori 64 giocatori del world ranking sul percorso del Ritz Carlton G.C. di Marana in Arizona. Ci si aspettava che Tiger rimanesse a riposo ancora per qualche settimana e che rientrasse a marzo avanzato in previsione poi del Masters di Augusta, in aprile. Forse la nascita - l’8 di febbraio - del suo secondogenito Charlie Axel ha dato la carica giusta a Tiger o forse anche la sua «professionalità» nel non mancare a un torneo sponsorizzato da uno dei suoi grandi clienti lo hanno convinto a questa decisione.
Certo è una scelta coraggiosa perché tornare in campo in un torneo ad eliminazione diretta che, in caso di finale, lo vedrebbe in campo per cinque giorni con un match finale sulla distanza delle 36 buche non è forse l’ideale come test sul suo stato di forma golfistica e soprattutto fisica. Si consideri anche che l’Accenture si gioca su di un nuovo percorso che Woods non conosce e tra l’altro un percorso ondulato non certo ideale per mettere alla prova il ginocchio infortunato del campione. Ma Tiger è l’uomo delle grandi «sorprese» e gli occhi questa settimana (diretta su Sky sport a partire da domani alle ore 20) sono naturalmente tutti puntati su di lui.
Sorpresa numero due: sul Tour europeo il Johnnie Walker Classic svoltosi sul percorso del Vines a Perth in Australia ha visto la vittoria di un giovanissimo dilettante, il diciottenne neozelandese - di natali sudcoreani - Danny Lee, vincitore la passata stagione del campionato dilettanti degli Stati Uniti. Il primo ad esserne felicemente sorpreso è stato lo stesso Lee, che passerà al professionismo dopo il Masters, al quale è stato invitato in quanto campione amator degli Stati Uniti, in qualità di dilettante ha dovuto rinunciare alla prima moneta di 236mila euro, che è stata equamente divisa insieme a quelle spettanti al secondo, terzo e quarto classificato tra i giocatori giunti appaiati alle sue spalle. Francesco Molinari, unico italiano in campo, grazie a un gran giro finale in 66 colpi (miglior punteggio del quarto round) è rimontato sino alla 21ª posizione, conservando il suo 14° posto nell’ordine di merito europeo.
«Sorpresa» infine, anche se meno eclatante, sul Tour americano dove Phil Mickelson è tornato al successo - il suo 35° - al Riviera C.C. di Los Angeles in occasione del Northern Trust Open. Mickelson in questo inizio di stagione 2009 non era partito con il piede giusto e aveva ottenuto appena un «top venti» nei quattro tornei precedentemente disputati. Anche al Riviera il mancino americano, andato al comando nel primo giro chiuso in 63 colpi, aveva perso terreno nel secondo, 72, per poi tornare prepotente al comando con un fantastico 62 nella giornata di sabato. Domenica i Mickelson che con due bei birdie nel finale - e un errore da parte di Striker - riusciva seppure in affanno, a chiudere il suo giro in 72, un colpo sopra il par, ma sufficiente per riportarlo sul gradino più alto del podio e ricevere l’assegno da un 1.134.000 dollari su di un montepremi di 6.300.000 dollari.