Tiger torna fenomeno ma non raggiunge il fuggitivo Immelman

Mario Camicia

Stephen Dodd, quarantenne gallese arrivato un po’ tardi al professionismo, sta di certo recuperando il tempo perso. Dopo aver vinto lo scorso anno due tornei del tour europeo e la coppa del mondo, in abbinata con il connazionale Bradley Dregde, ha confermato allo Smurfit European Open di essere giocatore di primo piano e addirittura in grado di aspirare ad un posto nella squadra della prossima Ryder Cup. Lo Smurfit è tra i tornei più prestigiosi del tour europeo con i suoi oltre 3 milioni e 400mila euro di montepremi ed una prima moneta di 570mila euro. Ma il suo fascino è dovuto anche al fatto che al K. Club di Dublino, sede del torneo, nel prossimo settembre si giocherà proprio l’edizione 2006 della Ryder. Le condizioni meteorologiche hanno avuto la loro parte e dopo l’acqua scrosciante del terzo giro, il vento sferzante delle ultime 18 buche hanno di certo fatto la differenza. Malgrado i big alla Clarke, Campbell, Montgomerie, McGinley, Harrington, Goosen & C. sono emersi giocatori forse meno noti ma pur validi e consistenti. Sulle ultime 18 buche sembrava potesse farcela José Manuel Lara, partito al comando per il giro finale e già secondo nell’edizione 2004 dello stesso torneo. La pressione per l’eventualità di vincere il primo torneo in carriera e quella di guadagnare il posto in palio per giocare il prossimo British Open hanno però tagliato le gambe - o mandato in confusione la testa - dello spagnolo a metà delle ultime nove buche e i due birdie finali alla 16 e 17 non sono bastati a portarlo ai suoi agognati traguardi. Stephen Dodd, impeccabile nella pioggia e nel vento e sempre in parte alta di classifica dall’inizio, ne ha saputo approfittare arrivando sul filo di lana con due colpi di vantaggio sul pur bravo Lara e su Anthony Wall che con un birdie finale proprio sull’ultimo green ha raggiunto lo spagnolo soffiandogli - grazie al miglior punteggio sulle ultime 18 buche - anche il posto automatico all’Open. Gli italiani Canonica, Molinari e Tadini, dopo essere stati nella metà alta della classifica per le prime 54 buche, si sono scomposti nel vento dell’ultimo giro perdendo posizioni: Canonica ventiseiesimo, Tadini e Molinari quarantaseiesimi.
Negli Stati Uniti Trevor Immelman, il ventiseienne sudafricano, ha finalmente raccolto il suo primo successo americano nello storico Western Open giunto alla sua centotreesima edizione. Immelman più volte vincitore sul tour europeo e che quest’anno aveva già sfiorato il successo in due occasioni negli States, ha vinto i 900mila dollari della prima moneta precedendo due colpi Mathew Goggin ed un Tiger Woods che, partito in sordina, ha rimontato la classifica negli ultimi tre giri dimostrando di avere ritrovato grinta e gioco che gli erano mancati nella sua ultima apparizione allo Us Open. Vijai Singh al comando del torneo dopo le prime 54 buche è calato sulle ultime 18 scivolando al quarto posto pari merito con il sudafricano Clark, l’australiano Leaney, lo svedese Pettersson e gli americani Cink e Furyk.