«Tigri» padrone in via Fabrizi

Marta Cerruti

Prima le zanzare tigri, poi le bisce, quindi l’iguana e ora di nuovo le zanzare. É la storia estiva dei giardini di Quinto in via Fabrizi. O meglio, è l’agonia estiva dei loro frequentatori. Ma andiamo con ordine e partiamo dall’inizio.
Giugno, inizio estate. Nei giardinetti di via Fabrizi compaiono le prime zanzare, quelle tigri, che nel giro di poco tempo danno vita a colonie numerose ed aggressive. I cittadini si lamentano, la circoscrizione IX Levante raccoglie le proteste e fa pressioni sugli enti competenti, ovvero l’Asl, perchè venga effettuata una disinfestazione accurata dell’area verde di Quinto. L’Azienda Sanitaria prima promette e poi, siamo nel mese di luglio, asserisce di mantenere. Forse lo fa davvero, ma intanto, ad oggi, non è dato sapere se le operazioni di bonifica siano state realmente effettuate oppure no. Si può provare a chiamare agli uffici di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl, la sezione Bonifiche dell’Amiu, la circoscrizione IX Levante o l’ufficio di Vigilanza Sanitaria del Comune, ma in questi pomeriggi di agosto lo si fa invano, dato che non risponde nessuno. Ma andiamo avanti col racconto.
Fine luglio, la cittadinanza segnala altri pericoli. Nei giardinetti, infatti, regnano il degrado, la sporcizia e l’incuria; le aiuole pullulano di siringhe, resti dei tossici che, complici la mancanza di illuminazione e di sorveglianza, hanno eletto il parco quale loro rifugio notturno. E come se tutto ciò non bastasse, arrivano pure altre presenze indesiderate a far compagnia ai bimbi. Prima viene individuata una coppia di rettili, fortunatamente due bisce innocue, la cui identità, però, è stata svelata solo dopo l’intervento degli esperti. Poi viene trovata persino un’iguana! Passi la presenza delle due bisce che, si sa, in Liguria, sebbene non nei centri cittadini, sono abbastanza diffuse. Ma l’iguana è davvero una rarità esotica, per giunta pericolosa, visto e considerato che i maggiori utenti dei giardinetti sono pur sempre dei bambini.
E ora siamo ad agosto, ma l’epopea non non è ancora finita, perchè le zanzare, sempre quelle tigri, hanno fatto ritorno e sono ancora più numerose ed aggressive di quanto non lo fossero a inizio estate. Quale sia la causa del ripetersi di un fenomeno, che in teoria avrebbe dovuto essere stato debellato, non si sa. Forse la disinfestazione, presunta, non è stata condotta a dovere? Forse le zanzare hanno trovato nei giardini di via Fabrizi un habitat a loro particolarmente adatto? Forse è solo uno dei tanti sintomi di tropicalizzazione del nostro ambiente? Solo ipotesi e supposizioni. Certo è che le uova delle zanzare tigri si schiudono quando vengono sommerse dall’acqua. Altrettanto certo è che nel mese di agosto di pioggia ne è caduta davvero tanta. Quindi probabilmente, altra ipotesi, le condizioni meteo degli ultimi giorni hanno creato condizioni ottimali per la proliferazione delle zanzare.
Qualunque sia la spiegazione o la causa dell’invasione, urge comunque un intervento, sperando che sia radicale e risolutivo. Le piccole vittime delle zanzare portano già i segni degli attacchi subiti. Infatti a nulla serve che i loro genitori li cospargano di Autan o altri repellenti. Reazioni cutanee vistose e fastidiose, bubboni pruriginosi e chiazze rosse marchiano inesorabilmente coloro che osano andare a giocare nei giardini di Quinto.
Del resto le alternative non sono allettanti. Tolti i fortunati, e non sono certo molti, che possono trascorrere buona parte dell’estate in vacanza fuori città, coloro che rimangono a Quinto, accantonata l’opzione giardini, possono scegliere tra tenere i loro figli chiusi in casa oppure portarli al mare, sporco, dato che proprio il depuratore del loro quartiere, tra gli impianti cittadini è quello che peggio funziona. E allora? Per il momento non resta che munirsi di disinfettante e pomata al cortisone.