Le Tigri Tamil uccidono ministro nello Sri Lanka

Colombo. Non conosce tregua la violenza politica nello Sri Lanka (l’ex isola di Ceylon). Ieri è stato ucciso a una ventina di chilometri a Nord della capitale Colombo il ministro dell’Edilizia, D. M. Dassanayake. Al passaggio della sua auto è esplosa una bomba radiocomandata. La polizia attribuisce l’attentato ai guerriglieri delle Tigri tamil, che si battono da decenni per l’indipendenza del territorio in cui la loro etnia è maggioritaria. Il ministro è morto in sala operatoria. Ha perso la vita anche una guardia del corpo. I feriti sono una decina. L’esplosione è l’ultima di una serie di attacchi a funzionari governativi e dell’esercito negli ultimi mesi. Il 2 gennaio il governo cingalese ha deciso di annullare la tregua con la guerriglia. Dal 1983, inizio del conflitto, sono state uccise circa 70.000 persone. Nel pomeriggio di ieri, mentre caccia dell’aviazione dello Sri Lanka bombardavano nel Nord-Est basi dei guerriglieri, una bomba è esplosa in una cabina telefonica vicino all’hotel Hilton. Non si segnalano vittime. La settimana scorsa un parlamentare della minoranza tamil era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in un tempio indù e mercoledì scorso cinque persone erano morte e altre 20 erano rimaste ferite per l’esplosione di una mina al passaggio di un autobus militare.