Al Tikriti e al Bandir sulla forca Arrestato autore del video choc

Voci e smentite sull'esecuzione, annunciata per domani, di Al Tikriti e Al Bandar, i funzionari del regime condannati a morte con Saddam. La stampa saudita rivela che il leader sciita Al Sadr sarebbe stato presente, incappucciato, al momento dell'esecuzione. <a href="/a.pic1?ID=146287">Arrestato l'autore del video non autorizzato dell'impiccagione</a>

Bagdad - Dopo l'esecuzione di Saddam Hussein la forca torna in azione a Bagdad. Annunciata per domani, tra voci e smentite che sembrano replicare il "copione" che ha preceduto l'esecuzione dell'ex raìs, l'impiccagione di Ibrahim Al Tikriti, fratellastro di Saddam ed ex capo dell'intelligence, e Awad Hamed al Bandar, ex giudice della Corte Rivoluzionaria. Intanto si apprende che il leader sciita Moqtada al-Sadr sarebbe stato presente al momento dell'esecuzione della condanna a morte di Saddam, nel quartiere al-Qadhimiya di Baghdad. Lo rivela la stampa saudita attraverso i quotidiani "al-Riadh" e "al-Watan". I due giornali citano come fonte alcuni testimoni oculari presenti al momento dell'impiccagione dell'ex dittatore iracheno. "Ho visto al-Sadr indossare il passamontagna nero all'interno della stanza - ha spiegato il testimone - ed era anche presente Abdulaziz al-Hakim. Erano tra i sei uomini a volto coperto che si vedono nelle immagini diffuse dalla tv". Secondo il giornale di Riad, al-Sadr avrebbe posto come condizione al premier iracheno Nuri al-Maliki per rimanere all'interno del governo di vedere uccidere personalmente Saddam prima della fine dell'anno.

Altre testimonianze parlano di uomini a volto coperto che hanno inneggiato a Moqtada al-Sadr, come appare dalle immagini riprese con il telefonino, erano giunti sul posto accompagnati da un'alta personalità politica. Secondo il giornale "al-Watan" al-Sadr sarebbe l'uomo a volto coperto che appare in video proprio dietro le spalle di Saddam poco prima che gli venga posto il cappio al collo. Interpellati dagli stessi quotidiani, i dirigenti del movimento sadrista negano però un loro coinvolgimento nell'esecuzione della pena di morte a Saddam e sostengono che gli slogan in favore di Moqtada sono il frutto di iniziative personali delle guardie carcerarie.

Si apprende intanto che alla figlia maggiore di Saddam, Raghad, che aveva chiesto di poter parlare al telefono con il padre prima dell'esecuzione, non è stato dato il permesso. La donna tramite la Croce Rossa Internazionale chiese di sentire il padre per dirgli addio, ma la domanda fu respinta. L'istanza fu recapitata a Baghdad dalla Croce Rossa cui toccò poi riferire del rifiuto. La fonte però non ha chiarito se il no sia arrivato dal governo iracheno o dalle autorità americane. Raghad e la sorella Rana vivono ad Amman da fine luglio del 2003, mentre la madre Sajida e l'altra sorella Hala si sono trasferite nel Qatar.

Saddam ha ringraziato i carcerieri. Lasciando la prigione americana dove era rinchiuso da tre anni, Saddam Hussein ha ringraziato i suoi carcerieri e ha detto "addio" al suo interprete. Ma quando gli americani lo consegnarono agli iracheni che lo avrebbero impiccato cambiò aspetto. È stato il generale Usa, William Caldwell, a raccontare le ultime ore dell'ex rais iracheno, in una conferenza stampa a Baghdad. "Saddam aveva un aspetto dignitoso, come sempre, ed è stato cortese come lo era sempre stato con le sue guardie della polizia militare americana. Le ha ringraziate per come è stato trattato e le ha salutate" ha raccontato Caldwell. Era chiaro che Saddam sapesse che stava per morire quando, un'ora prima dell'alba, fu portato su un elicottero militare americano per essere trasferito nella prigione irachena nella zona nord di Baghdad, ha aggiunto il generale. "Quando le guardie irachene lo presero in custodia nel centro penitenziario, Saddam cambiò atteggiamento", ma salutò ancora cordialmente la polizia americana.