«Time non dia la copertina alle gemelline neonaziste»

Le organizzazioni antirazziste chiedono di non pubblicare l’intervista alle cantanti adolescenti

Silvia Kramar

da New York

Sono due gemelline deliziose, sorridenti, con le treccine bionde. Una, Lamb, un nome che tradotto significa agnellino, suona la chitarra classica; l'altra, Linx, cioè lince, invece appassiona tutti col suo virtuosismo violinistico. Lamb e Lynx Gaede a 12 anni, l’anno scorso, si sono lanciate nel mondo della musica per teenager formando una banda musicale chiamata Prussian Blue, con la quale hanno inciso il primo album, che ha avuto un successo eccezionale. Adesso, a 13 anni, sono già famose e il loro secondo album sta scalando la classifica americana.
Ma dietro a questa facciata da gemelline innocenti, sorridenti e simili alle due gemelle Olsen (salite alla ribalta come attrici grazie al loro umorismo acqua e sapone), le due nascondono una filosofia preoccupante. La prima foto che ha fatto il giro dei rotocalchi americani, l’anno scorso, le vedeva indossare costumi tirolesi mentre cantavano uno dei loro primi brani, intitolato Sacrifice: dedicato alla memoria di Rudolf Hess, il vice di Hitler, definito «un uomo pacifico che non si era mai arreso». Mai arreso, secondo queste due teenager, nella sua lotta per un mondo abitato dalla razza bianca, la cui supremazia avrebbe fatto piazza pulita di tutte le inutili minoranze.
Lamb e Linx appartengono a quella supremazia e lo sanno: i loro nonni erano «di pura razza ariana tedesca» e la loro madre, April Gaede, tenendole a casa nel loro ranch di Bakersfield, in California, e facendo loro lo home schooling, cioè facendo loro da maestra invece di mandarle a scuola, ha insegnato loro tutti i dogmi del peggior razzismo americano. «Nelle loro canzoni le mie figlie non fanno altro che ripetere ciò che io e mio marito abbiamo insegnato loro» ammette con fierezza.
«Noi siamo fiere di essere bianche» hanno dichiarato le due gemelle nelle scorse settimane durante un’intervista con la rete tv Abc, «Vogliamo che la nostra gente rimanga bianca e che non si mescoli. Peccato che le nostre coetanee vogliano far carriera. Dovrebbero capire che il loro compito è di sposarsi e di fare figli bianchi, per ripopolare il mondo».
Il padre applaude: ha riempito la fattoria di svastiche, anzi ne indossa una sulla cintura e ha usato il simbolo nazista quale targa per il suo camioncino e per marchiare le sue mucche. Il nome del loro gruppo musicale inoltre, ha un significato spaventoso: Blu di Prussia era difatti il soprannome in codice del gas velenoso Zyklon B, usato nelle camere a gas dei campi di concentramento.
Ma com’è possibile che due ragazzine così demoniache e così dedite all’odio stiano diventando famose? «Le nostre canzoni le scriviamo quasi tutte noi» ha dichiarato Lamb. L’ultima, Aryan Man Awake, ha questo testo: «Uomo ariano svegliati, quante ingiustizie puoi accettare, trasforma la paura in odio...». Le due gemelle sono richiestissime alle riunioni dei gruppi ariani e sono protette dal Ku Klux Klan. E anche i media Usa, incantati e orripilati dal loro successo, purtroppo non fanno altro che ingigantire il loro mito. Inutilmente gruppi per la difesa delle minoranze come il Naacp e lo Wyman Institute stanno cercando di bloccare la pubblicazione di un’intervista che dovrebbe apparire tra poco sulla copertina di Teen People, una rivista del gruppo Time. L’intervista uscirà: la redazione ha solo promesso di omettere espressioni come «Odio», «Supremazia ariana» e «Nazismo». Agnellino e Lince hanno così trovato un altro soprannome, più accettabile: «White pride», l’onore bianco.