Il "Times" sbeffeggia Vancouver: "A Londra impossibile fare peggio"

La tragica morte di un atleta, il caldo primaverile e le gaffe in serie: il Times analizza «i disastri» delle Olimpiadi di Vancouver e tira un sospiro di sollievo pensando ai Giochi di Londra 2012.

La tragica morte di un atleta, il caldo primaverile e le gaffe in serie: il Times analizza «i disastri» delle Olimpiadi di Vancouver 2010 e tira un sospiro di sollievo pensando ai Giochi di Londra 2012.
Qualsiasi cosa succeda tra 2 anni, non potrà essere peggiore di quanto si sta vedendo in Canada. In Inghilterra temevano di doversi confrontare con la perfezione organizzativa di Pechino 2008. Invece, per fortuna, l'intermezzo invernale di Vancouver è stato un provvidenziale ritorno alla realtà: «Qualsiasi cosa farà Londra, sarà un raggio di luce in confronto al buio canadese», scrive il Times.
Le Olimpiadi attualmente in corso nel British Columbia sono state macchiate dalla morte di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano deceduto per le lesioni riportate in un incidente in allenamento. La gestione quotidiana dei Giochi, dopo il traumatico avvio, deve fare i conti con le bizze del meteo. L'inverno sembra aver lasciato il posto alla primavera, la neve è stata rimpiazzata dalla pioggia. Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore di Londra 2012, a Vancouver guida una squadra di osservatori. Il Times ironizza sostenendo che il team londinese stia già cercando di capire se ci sarà il sole il 27 giugno 2012, quando si apriranno le prossime Olimpiadi estive. Al di là degli scherzi, il quadro è già chiaro: agli organizzatori di Londra 2012 non verrebbero perdonati i passi falsi commessi dai colleghi canadesi.
«Vancouver potrebbe sopravvivere alle peggiori eventualità, ma la Gran Bretagna ha una reputazione da difendere. Se le cose cominciassero ad andare male, in tanti salterebbero fuori e comincerebbero a sparare a zero», dice Chris Lightfoot, mago del marketing sportivo. «Il comitato organizzatore di Londra 2012 verrebbe impiccato e squartato», aggiunge per chiarire ulteriormente il concetto. «Siamo sinceri -dice ancora-: probabilmente non prenoterete una settimana bianca a febbraio a Vancouver se avete visto in tv i Giochi». Le immagini dei camion e degli elicotteri che trasportano la neve sulle piste rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol dal punto di vista finanziario. A Londra, tra poco più di 24 mesi, vogliono evitare situazioni analoghe.