Il timoniere più in forma ce l’ha Prada

Antonio Vettese

L’America’s Cup arriva in Italia con le regate che iniziano giovedì prossimo a Trapani, la definizione tecnica dell’evento è: Act 8 e 9 Louis Vuitton. Sono le regate di avvicinamento alla grande regata che sarà nella primavera estate del 2007 a Valencia. Alla conclusione di queste regate ci sarà un campione del mondo Iacc anno 2005, grazie alla classifica con gli altri Act disputati nel corso dell’anno, e i migliori avranno fatto piccoli passi avanti per iniziare la Coppa «vera» con un vantaggio sugli avversari.
Gli undici sfidanti, di cui tre italiani (Luna Rossa, Mascalzone Latino e +39), con il defender Alinghi hanno già raggiunto il porto siciliano a bordo di una nave che ha caricato baracca e burattini a Malmo per arrivare nel cuore del Mediterraneo, dove sede delle regate sarà il pezzo di mare che ha consentito ai romani al comando di Lutezio Catulo la vittoria della prima guerra punica, e dove il normanno Ruggero II aveva capito che quel porto sarebbe diventato strategico e ne stimolò lo sviluppo con benefici fiscali, utili allora come ora. Nel secolo scorso era punto di attracco delle ultime grandi navi a vela. Non si può dire che negli ultimi decenni se la sia passata proprio bene, ma questa operazione può rimetterlo al centro dei traffici marittimi. A volere fortemente queste regate è stato il senatore Antonio D'Alì, discendente di una delle famiglie più influenti del territorio, il Governo ha definito le regate «grande evento di interesse nazionale». Dice D’Alì: «Nel 2003 ero andato a Auckland per vedere la finale dell’America’s Cup. Mi sono guardato intorno e mi sono chiesto cos’è che mancava a noi, che oltretutto abbiamo uno scenario naturale di incomparabile bellezza».
Per convincere gli svizzeri sono serviti, oltre alle amicizie in territorio elvetico, quasi un milione e mezzo di euro a titolo di «commissione di evento». Ci sono piccoli paesi del centro Italia che sognano una tappa del Giro d’Italia e investono per deviarne il percorso. Grandi città hanno costruito sugli eventi sportivi la loro fortuna turistica. Questa prima regata in Italia con le barche della Coppa America lascerà senz’altro qualcosa di buono e la Sicilia lascerà il segno nei cuori dei velisti. Qualcuno dice che a Malmo sono stati spesi per allestire le banchine sette milioni di euro. Ma per il porto di Trapani ci sono finanziamenti per circa ottanta milioni di euro, per un piano triennale di investimenti e lavori di riabilitazione del porto, di cui quelli serviti per gli Act sono il primo passo.
La città si è preparata non senza contraddizioni all’evento: in questi giorni è un cantiere dove si lavora freneticamente, con il consueto slalom tra il partito del fare e quello del non toccare. È arrivata una nave grande, la Monterey, che serve come albergo galleggiante, ma il suo pescaggio di nove metri ha impedito al comandante di portarla fino alla banchina prevista ed è ormeggiata all’isola della Colombaia, per salire e scendere serve la navetta. Anche il comandante della Dream Princess ha avuto qualche incertezza, adesso la sua nave è arrivata in banchina e serve ai velisti. Nei prossimi giorni arriveranno le navi scuola della marina militare Palinuro e Amerigo Vespucci, il programma prevede una serie di eventi che vanno dall’opera lirica con il soprano Dimitra Theodossiou che canterà Casta Diva della Norma a concerti di musica leggera.
Le regate in Italia sono un sogno di molti, da quando gli italiani partecipano alla Coppa dibattono su dove allestire le regate in caso di vittoria, dove il vento sia migliore, dove le attrezzature del porto siano in grado di sostenere l’impatto. Ai tempi del Moro si scriveva di Venezia ben sapendo che nella città lagunare sarebbe stato molto difficile e che serviva un’alternativa. Ai tempi della prima Luna Rossa, quella che incontrò i neozelandesi, Patrizio Bertelli si diceva attratto da Napoli e infatti qualche anno dopo Napoli è stata selezionata da Ac Management tra le pochissime tra cui scegliere e forse ha conteso fino all’ultimo a Valencia. Ma di Napoli hanno tutti un po’ paura e allora si sente una lunga serie di ipotesi. Le più concrete? Luna Rossa che lancia la sfida attraverso lo Yacht Club Italiano con sede a Genova il cui presidente Carlo Croce è recentemente diventato presidente onorario di Luna Rossa Challenge. Genova quindi è nei cuori del sindacato; Mascalzone Latino che lancia la sfida attraverso il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, con sede a Napoli di fronte al Castel Dell’Ovo. In questo panorama +39 è il più libero di tutti, perché la sede del Circolo Vela Gargnano non può ospitare regate di Coppa.