Timor, attentato al Nobel per la pace Ramos

da Sydney

Torna improvvisamente a salire la tensione a Timor Est, il piccolo Stato ex colonia portoghese nell’arcipelago indonesiano diventato indipendente da Giakarta nel 2002. La notte scorsa il presidente Jose Ramos-Horta e il premier Xanana Gusmao sono stati oggetto di due attacchi coordinati ad opera di ribelli armati, in quello che sembra essere stato un tentativo di colpo di Stato. Le autorità hanno proclamato sull’isola lo stato di emergenza per 48 ore e hanno imposto il coprifuoco. Rimasto gravemente ferito all’addome, il presidente è stato operato d’urgenza in un ospedale militare australiano nella capitale Dili, e successivamente è stato trasferito in una clinica di Darwin, la città australiana più vicina a Timor Est. Qui si trova in stato di coma farmacologico e si starebbe riprendendo, ma avrà bisogno di altre operazioni per superare la fase critica.
Anche il primo ministro Gusmao è stato oggetto di un attacco armato da parte dei ribelli, ma è uscito indenne dai colpi di arma da fuoco che hanno raggiunto la sua auto sulla quale si stava recando al lavoro.
Nel primo attacco, i ribelli hanno preso di mira a Dili la residenza privata del presidente Jose Ramos-Horta, 58 anni, che ha ottenuto il Premio Nobel per la pace nel 1996 insieme al vescovo Carlos Belo per il suo impegno a favore dell’indipendenza di Timor Est dall’Indonesia. Nello scontro a fuoco con le guardie della sicurezza, il capo dei ribelli Alfredo Reinado è rimasto ucciso e un soldato governativo ha riportato gravi ferite.