Timori e incertezze continuano a dominare i listini mondiali

Bilancio settimanale in profondo rosso per i principali listini azionari mondiali. I mercati ripiegano sotto i colpi inferti da una miscela di dati negativi e l’irrigidimento creditizio dell’Istituto centrale europeo.
La Bce, alzando lo scarto di garanzia per accedere ai prestiti pronti contro termine, ha di fatto reso alle banche più oneroso l’accesso ai finanziamenti dell’Istituto centrale. Il presidente Jean-Claude Trichet ha anche abbassato le stime di crescita europee e aumentato le aspettative inflattive con le possibili ricadute sulla politica monetaria.
L’S&P-Mib future ha chiuso a 27.610. La situazione è resa più difficile per l’abbandono di quella fascia di oscillazione 28.000-30.000 dove l’indice stava tentando di costruire una base dopo la lunga discesa da inizio anno. Ora tutte le speranze per l’indice italiano sono nella tenuta del minimo annuale di 26.500 o nel pronto recupero almeno di quota 28.000. Il sentiment è tutt’altro che positivo e la caduta delle Borse assomiglia molto a un sell-off (fare cassa) da parte delle principali istituzioni bancarie rimaste a secco di liquidità.