Timori e speranze di Europa e Onu

Vienna. L’annucio iraniano del rinvio dell’impianto nucleare di di Isfahan è giunto poche ore dopo che l'Onu, attraverso il suo «cane da guardia nucleare» che è l'Agenzia internazione per l'energia atomica (Aiea) di Vienna, aveva invitato ieri Teheran a non rompere i sigilli per riavviare l'attività della centrale, riavvio che era previsto per ieri. «Abbiamo detto chiaramente di avere bisogno fino alla metà della prossima settimana per completare il nostro apparato di sorveglianza, prima che possano essere tolti i sigilli e riavviate le attività nucleari. L’Agenzia - aveva dichiarato a Vienna la portavoce dell'Aiea, Melissa Fleming - invita nuovamente l'Iran a non avviare alcuna attività a Isfahan prima che il sistema di sorveglianza Aiea sia a posto».
Timori sulla ripresa del lavoro a Isfahan erano stati ribaditi ieri anche dalla Commissione europea. Stefaan De Rynck, uno dei portavoce dell'euroesecutivo, aveva detto che la Ue «è molto preoccupata» e ritiene che si sia entrati in una «fase critica». «Consideriamo questa settimana molto cruciale per le relazioni fra l’Unione Europea e Teheran», aveva aggiunto De Rynck. Il portavoce aveva sottolineato come la troika composta da Francia, Gran Bretagna e Germania avesse già annunciato di volere presentare all'Iran il pacchetto globale di proposte entro questa settimana.
«Ci aspettiamo che nessun partner prenda iniziative che possano mettere in pericolo la possibilità di arrivare ad una soluzione negoziale da costruire sulla base degli accordi di Parigi del novembre scorso», aveva sottolineato il portavoce della Commissione. De Rynch ha ricordato come, da parte sua, la Commissione europea contribuisca allo sforzo del terzetto con la prospettiva di una cooperazione commerciale con Teheran. «Possiamo offrire molte cose - ha osservato - ma questo dipende dal negoziato politico globale».