Tintarella e ore di fila in auto: la lunga domenica dei romani

Tre ore di coda per la tintarella. Ancora una domenica di passione per i forzati del mare, in fila fin dal mattino di ieri lungo le strade che portano agli arenili preferiti dai romani. Ostia, Fregene, Castelporziano come Santa Marinella o Santa Severa: posti esauriti, strade intasate e, inevitabilmente, rientro di passione fino a tarda sera. Afa e temperature africane in città, pesanti ingorghi sulla strada litoranea, invasione di bagnanti con ogni mezzo sulla via Cristoforo Colombo. Benvenuti sul litorale romano. Beach tennis al Corallo beach e una gara di off-shore lungo i 10 chilometri di costa tra Fiumicino e la Rotonda del Lido hanno fatto la parte del leone per l’intera giornata. Ostia invasa da almeno 300mila vacanzieri, dunque, disposti a tutto pur di stendersi al sole. A cominciare dalla guerra per un parcheggio, come sempre gestito da abusivi. Per molti un’odissea cominciata alle 7, quando gli ultimi nottambuli lasciavano la movida del lungomare Lutazio Catulo. Primo stop forzato al semaforo della Colombo, all’altezza di Malafede. «Alle 8 c’erano già due chilometri di coda», spiegano gli uomini del Git, il gruppo intervento traffico della polizia municipale, impegnati da venerdì notte nel controllo della viabilità. «Abbiamo ritirato alcune patenti - continuano a spiegare i vigili urbani - perché i guidatori sono risultati positivi all’etilometro». Nonostante l’organico rafforzato, all’ora di pranzo strada litoranea paralizzata dal chilometro 5 al villaggio Tognazzi. «Per andare ai cancelli siamo stati in fila un’ora - lamenta un uomo con la famiglia al seguito -, un’ora per percorrere due chilometri e mezzo. Una volta lì niente posto. Gli addetti ai cancelli ci hanno rimandato indietro. Domenica prossima? In piscina». Qualche cifra? Alle 12,30 un serpentone di auto lungo 8 chilometri tra via di Mezzocammino e piazzale Magellano, di 5 sulla statale 8, via del Mare, fra il sottopasso di Acilia e gli scavi di Ostia. Stessa storia per la via Aurelia, assediata fin dalle prime ore della mattina da decine di migliaia di vetture dirette a Fregene, Ladispoli, San Nicola e Santa Marinella. Come sempre auto lasciate ovunque, nonostante i divieti: sui varchi per disabili, sui passaggi pedonali, sui passi carrabili e persino davanti le uscite di emergenza della Riserva di Castelporziano. Cartelli ignorati lungo la provinciale 601, la strada costiera che collega Castelfusano con Anzio. Mezzi di soccorso bloccati da migliaia di indisciplinati disposti a tutto pur di trascorrere la giornata in spiaggia. L’ora X scatta, puntuale, attorno alle 18 quando le arterie da e per la capitale si riaffollano per il controesodo serale. Ancora code di oltre sei chilometri ai semafori dell’Ostiense, ai caselli dell’A12, Roma-Civitavecchia, sulla Roma-Fiumicino, rallentamenti e piccoli incidenti lungo la via Pontina.