Il tintinnio dei soldi fa suonare la Scala

«Nessuno vuole fare sciopero...» aveva detto all’inizio della giornata, come un bell’auspicio, il sovrintendente della Scala, Stéphane Lissner. «Sarebbe una sconfitta per tutti» il commento del maestro Daniel Barenboim, che dirigerà Tristan und Isolde di Wagner, l’opera che apre la stagione del Piermarini. E sembra proprio che il primo incontro romano abbia restituito ottimismo sulle sorti della prima del 7 dicembre. I lavoratori della Scala riceveranno subito l’una tantum, un premio di produzione che renderà più gradevole ai musicisti le prove e la serata di Sant’Ambrogio. Poi si apriranno le trattative sui tavoli nazionale e locale.
Si è così chiuso in modo positivo il confronto tra il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e i rappresentanti degli orchestrali. Una riunione avvenuta a Roma ieri pomeriggio alla sede del ministero e alla quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil Cisl e Uil con il sottosegretario Elena Montecchi, alla presenza dell’Anfols (l’associazione dei sovrintendenti).
Oltre che al via libera alla Scala a concedere l’argent de poche, Rutelli si è impegnato a rivedere in tempi brevi la legge 43 (il decreto Asciutti) e a consentire l’apertura di tavoli “locali”, come quello chiesto dal Piermarini come premio per l’alta produttività e i conti in ordine. L’intesa prevede percorsi già datati sul contratto nazionale e la legge Asciutti e il via libera a livello aziendale per recuperare la produttività degli anni passati. Insomma, gli enti che ne hanno le possibilità (come appunto la Scala) potranno concedere da subito un premio di produzione.
Dopo il 7 dicembre, a breve scadenza è prevista la ripresa del confronto anche sulle parti normative controverse, dall’orario all’organizzazione del lavoro. Soddisfatto Rutelli per l’esito positivo che riguarda, oltre la Scala, anche le altre Fondazioni lirico-sinfoniche: «Le giuste sollecitazioni dei sindacati rientrano in una programmazione seria, senza sfondamento dei conti, e in una strategia pluriennale di rilancio di questo importante comparto della cultura italiana».
«L’ultima parola, comunque, spetta ai lavoratori - commenta Giancarlo Albori della Cgil -. La Scala si è impegnata a onorare i suoi impegni e ad aprire un tavolo». Nei prossimi giorni alla Scala si svolgerà l’assemblea che dovrà ratificare l’accordo e anche se il clima sembra positivo, le tensioni non sono eliminate. «Attendiamo la convocazione del sovrintendente Lissner per concordare il contratto integrativo» commenta l’autonomo Sandro Malatesta. Positivo Domenico Dentoni della Uil: «Sono soddisfatto del lavoro svolto, siamo usciti da una situazione complessa e adesso possiamo riprendere il confronto con l’azienda e portare a termine in tempi ragionevoli l’intesa».
A questo punto, pur con qualche scaramanzia, riparte il conto alla rovescia per il Tristano. Restano 140 posti per il loggione che potranno essere conquistati all’ultima ora con quaranta euro e la voglia di mettersi in fila per appelli e contrappelli.