Tinto Brass diventa «collega» di Eva Henger

Si gira in questi giorni a Cinecittà l’opera prima di Rossella Drudi intitolata «Nemici per la pelle», dove i due personaggi fanno parte di un ricco cast nel quale spiccano Masciarelli e Bonetti

Francesca Scapinelli

«Via, via tutti i fotografi!», intima uscendo dal set Stefano Masciarelli tutto di bianco vestito, compresi gli zoccoli da infermiere. Poi ride, e si capisce che scherza, da mattatore qual è. Poi nella strada già sfondo in alcune scene di Gangs of New York appare Anna Longhi, l’indimenticabile consorte di Alberto Sordi in Dove vai in vacanza?, che arriva accaldata e si siede, l’età - portata splendidamente - non è più quella di Eva Henger che, vistose scarpette con fiocchi rosa e giacca lucida, più in là fa la gioia dei fotografi. Ci sono anche Nadia Rinaldi e Cinzia Mascoli, c’è il produttore Massimiliano Caroletti, tra tutti spicca il ciuffo bicolore di Cristiano Malgioglio, e poco per volta si incomincia ad assaggiare almeno una parte del corposo cast di Nemici per la pelle, la pellicola prodotta dalla Quadrifoglio in uscita a febbraio e in lavorazione in questi giorni negli studi di Cinecittà.
«Una favola sulla vita», la definisce la regista Rossella Drudi, orgogliosa di uscire allo scoperto con la firma, dopo anni da «ghost» (Palermo Milano solo andata, Teste rasate per fare due esempi). La trama assicura situazioni divertenti: due ex amici (Masciarelli e Massimo Bonetti, attore della Squadra) che non sopportano gli anziani si trovano costretti, l’uno come inserviente e l’altro da paziente, in una casa di riposo (nella realtà, villa Tuscolana alle porte di Frascati). Il primario (dottor Centenarius) è un imprevedibile Tinto Brass, manco a dirlo contornato da una schiera di vivaci infermiere, ma c’è ancora mistero sulla parte del regista di classici dell’erotismo. Chissà se è stato lui a suggerire per il personaggio della Henger il nome di Contenta Segodi. Incerta è poi la partecipazione di un noto personaggio dello spettacolo italiano, di cui trapelano solo le iniziali: «T.T.». «La mia è una commedia che si ispira a quelle degli anni Cinquanta e Sessanta, ricca di ironia e paradossi - aggiunge la regista -. È un film alla Elsa Poppi, che avevo in testa da anni». «È prodotto senza aiuti esterni, con 1.588mila euro - tiene a dire Caroletti -. Gli attori hanno anch’essi investito nel lavoro, sono coproduttori in un certo senso. Il cinema italiano non è in crisi, non lo si vuole far lavorare: è diverso. Il mio è un appello ad Aurelio De Laurentiis, di cui tengo la foto dietro la scrivania al posto di quella di Ciampi per quanto lo ammiro». La Quadrifoglio non è nuova al fai-da-te finanziario: suo è anche Taxi Lovers, costato 500mila euro più 300mila di distribuzione e pluripremiato (l’ultimo riconoscimento al Magna Grecia Festival). C’è affiatamento tra gli attori, e si avverte anche nelle parole della regista («Amo i miei attori, anche se Massimo Ceccherini - anche lui nel cast, ndr - mi dice di odiarli») e di Cinzia Mascoli: «Ogni film è un viaggio, ma questo è il più bizzarro che mi è capitato di fare. Rossella ha una cura enorme nel guidarci, direi un’attenzione molto femminile». «Nemici per la pelle è brioso e originale, come andrà nessuno può saperlo - commenta Franco Interlenghi -. Ricordo che durante le riprese dei Vitelloni si continuava a dire a Fellini di interrompere perché sarebbe stato un flop».