Tir in marcia, ora volano i prezzi

Si torna a circolare su strade e autostrade. La stima dei danni: un miliardo di euro per ogni giorno di protesta. Dopo il danno la beffa: frutta e verdura costano il 15-20% in più

Milano - Il giorno successivo alla sospensione dello sciopero degli autotrasportatori - che per tre giorni ha creato problemi a viabilità, approvvigionamento di carburante e merci - la situazione comincia a tornare alla normalità anche se non è ancora completamente risolta. Per quanto riguarda la benzina, afferma il segretario nazionale della Fegica Cisl Alessandro Zavalloni, la rete autostradale è tornata ad essere di nuovo completamente rifornita. Anche nelle grandi città gli impianti maggiori sono di nuovo in grado di distribuire carburante ma, "ci vorranno però almeno 48 ore per tornare alla piena normalità".

Sul fronte dell’approvvigionamento di generi alimentari dai mercati generali sono finalmente partiti i primi camion di frutta e verdura per rifornire negozi e supermercati, "anche se la situazione è ancora difficile e ci vorrà circa una settimana prima che ritorno completo alla normalità con gli scaffali pieni", afferma la Coldiretti in una nota sulla base di un monitoraggio nei principali mercati all’ingrosso dove è ripresa l’operatività.

Volano i prezzi Dopo il danno la beffa. Il blocco dei tir apre un altro fronte: quello delle speculazioni sui prezzi dei prodotti agroalimentari che faranno sicuramente più caro il Natale, anche perché tale tendenza dovrebbe proseguire nei giorni che precedono l’inizio delle feste. Già da questa mattina nei mercati si registrano al consumo impennate dei listini, soprattutto per la verdura e la frutta, con punte del 15-20 per cento rispetto alla scorsa settimana. E poi c’è il rischio che sugli scaffali arrivino alimenti la cui qualità è stata irrimediabilmente compromessa perchè rimasta per troppo tempo nei camion a causa del fermo dell’autotrasporto. È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori, secondo la quale per la prima merce che è arrivata sui mercati (ortaggi e verdura, insalate, spinaci, sedani, finocchi, cavolfiori), i prezzi sono lievitati oltre il 20 per cento, con punte anche del 50 per cento.

Danni ingenti per le imprese Con la fine dell’emergenza, restano comunque i danni subiti dalle imprese per le mancate consegne provocate dai blocchi stradali e le violenze messe in atto nei confronti dei trasportatori che non hanno aderito allo sciopero sulle quali sta indagando anche la procura di Roma. Fonti giudiziarie fanno sapere che i pm capitolini erano pronti, qualora i blocchi non fossero stati rimossi, ad un blitz all’alba per il sequestro dei mezzi. Rimangono comunque indagate dai magistrati romani per interruzione di pubblico servizio 26 persone. Secondo la Coldiretti per l’agroalimentare si è verificata una perdita intorno ai 50 milioni di euro per ogni giorno di fermo tra invenduto, deprezzamento delle merci e perdita di opportunità commerciali in Italia e all’estero e ad essere colpiti sono stati soprattutto i prodotti freschi e deperibili ma anche le attività di allevamento e i prodotti tipici del Natale, che non hanno potuto raggiungere i luoghi di consumo.

Un miliardo per ogni giorno di protesta La stima totale del Codacons è di 1 miliardo perso per ogni giorno di protesta. "Questo dato - spiega Carlo Rienzi - si riferisce ai danni subiti dai coltivatori, dalle aziende agricole, dalle fabbriche, dai supermercati, dai grossisti, dai distributori, dai benzinai, ecc., e ingloba anche i disagi subiti dagli utenti rimasti a secco di benzina e in alcuni casi di provviste alimentari".