Un «tira e molla» lungo 4 anni col Coni complice della capitale

Una continua rincorsa fra le due città, fino alla scelta di Londra 2012

Claudio De Carli

Ma dai. Roma si ritira, niente Olimpiadi nel 2016, o meglio, niente candidatura, non è neppure certa la data del 2020, tutto congelato, ufficialmente per assenza di un consenso fra le forze politiche, più probabilmente per mancanza di quattrini, circa 10 miliardi di euro. Cifra che funzionerebbe per una candidatura milanese, non per quella romana meglio piazzata relativamente agli impianti sportivi, a meno che non si intenda aprire un paio di linee metropolitane, e si lavori pesante sulle infrastrutture. A Milano invece con 10 miliardi di euro si potrebbe pensare un po’ meno fantasiosamente a una candidatura olimpica. Ma ciò che più lascia perplessi è come sia maturata la vicenda del ritiro della candidatura romana, argomento di cui fino a sabato mattina, nessuno prendeva neppure lontanamente in considerazione. Dunque, correva l’anno 2002 quando si iniziò nuovamente a parlare di candidatura, sia a Milano, sia a Roma. Tutti giureranno che i prodromi erano presenti molto tempo prima, ma meglio partire da questa ipotetica data, anche per non svilire maggiormente questo passaggio epocale del nostro sport. La prima data fu il 2012, proprio così, i nostri politici iniziarono a parlare delle Olimpiadi del 2012 quando il Cio, aveva ormai assegnato come sede Londra. Ora qualcuno si stupì che non fosse stata fatta una richiesta più immediata, per esempio 2008: Olimpiadi assegnate a Pechino nel lontano 13 luglio 2001. Comunque, vada per il 2012: «Eventualmente saremo già pronti per quelle del 2016», risposero i nostri quando vennero messi al corrente che c’era già Londra in pole position. E quindi tutti a buttarsi sulla candidatura del 2016. Qui in città grandi eventi, Olympics lab, tavole rotonde, Comitati d’onore, un’area individuata, acquistata e destinata a villaggio dello sport. La prima fase prevedeva la presentazione ufficiale al Coni di un dossier, attraverso il quale consentire al nostro comitato olimpico una migliore valutazione. I dossier di Milano e Roma vengono recapitati e il Coni li respinge al mittente: imprecisi, incompleti, da ricompilare. A questo punto assale un dubbio: vista l’alternanza a cui il Cio tiene tantissimo, quante probabilità esistono che dopo Londra 2012, le Olimpiadi rimangano in Europa? Zero? Milano dichiara che rinuncia, se ne parlerà nel 2020. E Roma a ruota ritira la candidatura, peccato tutti l’aspettavano, presidente del Coni compreso, tutti disposti ad attendere un ripensamento. Proprio il Coni che con Milano non aveva accettato deroghe: tutto in fretta e tutto subito. Letizia Moratti sta facendo le cose con calma, sta puntando alle Universiadi del 2013. Sarebbe un ingresso più soft per una città allo stadio preistorico in quanto a impianti sportivi e un buon avvio per parlare di qualcosa di più grande.